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Fabrizio Onida (Sole 24 Ore): «Rischiamo una stagflazione, ma non sarà profonda né duratura»

Il rischio stagflazione è reale ma non sarà né profonda né duratura. Lo scrive l’economista Fabrizio Onida sul Sole 24 Ore che motiva così le sue osservazioni: “Non occorre essere monetaristi ortodossi per ritenere che un raffreddamento dell’inflazione globale sia prossima conseguenza della netta inversione di tendenza delle banche centrali ovunque nel mondo.

Dopo l’eccezionale espansione dell’offerta di liquidità culminata a metà 2020 nel giusto tentativo di contrastare l’effetto recessivo della pandemia, le maggiori banche centrali stanno operando per rientrare verso tassi di espansione monetaria meno anomali, vicini al 5 per cento”.

Inoltre, aggiunge, “gli effetti di brusche inversioni di tendenza nel governo della moneta non sono tuttavia semplici da prevedere, al di qua e al di là dell’Atlantico, perché entrano in gioco le aspettative dei diversi attori sul mercato.

Purtroppo – ricorda – anche esercizi di simulazione con modelli econometrici sofisticati danno risultati assai incerti. Giocano fattori istituzionali e di comportamento delle parti sociali, che possono facilitare od ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo di far rientrare le tensioni inflazionistiche senza pagare il prezzo di una fase recessiva dell’economia reale.

Lo stesso governatore Visco ha messo in guardia contro manovre di restrizione monetaria e fiscale che innescano effetti recessivi quando ormai la durata degli shock si è esaurita”.

Altro spunto proposto da Onida riguarda i “segnali di allentamento dei principali nodi nel traffico marittimo internazionale (incluso l’intasamento dei grandi porti cinesi) che sono all’origine della crisi di molte catene di approvvigionamento lungo le catene globali del valore.

Le tariffe dei noli marittimi sono già scese del 30% dal picco di fine 2021. Una digitalizzazione accelerata nel settore pubblico di molti Paesi dà un favorevole impulso all’efficienza dal lato dell’offerta di beni e servizi, che contribuisce a raffreddare le pressioni inflazionistiche.

Nel medio termine vi è il nodo della produttività, che da circa 30 anni appesantisce le sorti del nostro Paese. Speriamo – conclude Onida – siano attendibili le conclusioni di alcuni studi che il governatore Visco segnalava al Global Forum on Productivity (co-organizzato dalla presidenza italiana del G20 a Venezia il 9 luglio 2021), secondo cui lo shock pandemico potrebbe dare un impulso alla produttività, stimolando innovazioni organizzative e nuove forme di organizzazione del lavoro”.

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