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Fabio Tamburini (Sole 24 Ore): «Ecco le quattro emergenze dell’economia che la politica non può dimenticare»

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La partita del Quirinale non deve indurre la politica a distrazioni sul fronte economico. E’ l’invito del direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini. “Le grandi manovre per la nomina del presidente della Repubblica sono in pieno svolgimento. C’è però un pericolo su cui intendiamo tenere i riflettori accesi: l’effetto distrazione, perché il confronto-scontro sul Quirinale rischia di far passare in secondo piano quattro emergenze che, al contrario, devono essere considerate come priorità. Due richiedono interventi immediati, necessari per contrastare gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione.

Le altre due, nonostante il lavoro eccellente svolto nell’ultimo anno dal governo Draghi, restano punti di debolezza strutturali del Paese e richiedono un governo in grado di mettere in cantiere iniziative fuori dall’ordinaria amministrazione: il debito pubblico e la realizzazione del Pnrr. Per quanto riguarda i costi dell’energia, in particolare, intere filiere dell’industria manifatturiera italiana rischiano, non nei prossimi anni ma nelle prossime settimane, di essere messe fuori mercato facendo perdere all’Italia il secondo posto nella classifica dell’industria manifatturiera europea a vantaggio delle imprese francesi, che nell’immediato possono contare sui costi inferiori dell’energia prodotta dalle centrali nucleari.

La certezza – sottolinea – è che rinviare le iniziative necessarie a dopo l’elezione del presidente della Repubblica è un errore grave. Così come, più in generale, è un errore grave sottovalutare le altre emergenze del Paese. Basta pensare che, se davvero i tassi d’interesse cresceranno in misura significativa, la montagna del debito pubblico italiano diventerà molto complicata da gestire. Nell’ultimo anno il vento ha soffiato nelle vele del Paese Italia, ma attenzione: il risveglio dal sogno potrà risultare brusco, molto brusco.

Non siamo in grado di reggere una doppia paralisi per l’elezione del presidente della Repubblica e per la successiva campagna elettorale, prevedibilmente rissosa, di rinnovo del Parlamento. Significativo è che, nelle ultime settimane, lo spread abbia dato segnali evidenti di tendenza al rialzo superando quota 140 (era intorno a 100 in estate). In più, – conclude Tamburini – senza un governo a guida sicura, senza un presidente del Consiglio dei ministri che abbia una leadership adeguata, anche a livello internazionale, gli obiettivi ambiziosi del Pnrr risulteranno soltanto una chimera”.

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