«Le esigenze e le richieste giunte in questi mesi dai giovani sono state tante, rappresentate dal Consiglio Nazionale dei Giovani come pure dai parlamentari che hanno veicolato e inteso impegnare il Governo perché desse una forte spinta a tutela e promozione delle giovani generazioni».
«Potrebbe apparire banale se consideriamo che il programma europeo si chiama Next Generation EU ma non lo è. A dimostrarlo sono le oltre 15.000 risposte pervenute al questionario che ho lanciato un paio di settimane fa online affinché potessi trasferire al Presidente del Consiglio il punto di vista dei giovani: 2 su 3 hanno ritenuto che le informazioni sul Pnrr non siano state sufficienti e al pari si è rilevato che non si conoscono le linee direttrici del programma di ripresa deliberato finora dal Governo». Lo afferma la ministra per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone in un lungo post su Facebook.
«L’80% ha mostrato di condividere la linea di potenziamento del servizio civile universale – ha aggiunto – per collegarlo al mondo del lavoro; attraverso un sistema di certificazione delle competenze acquisite in termini di occupabilità così come ha condiviso l’introduzione di un servizio civile digitale per favorire l’inclusione tecnologica dei cittadini».
Secondo Dadone si tratta di «un passo avanti verso un futuro di nuova normalità, dopo la pandemia, che vedrà le nuove generazioni essere il motore centrale del cambiamento e del miglioramento economico, sociale, ambientale e culturale».








