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Eugenio Scalfari (La Repubblica): «Arbitro dei tre poteri dello Stato, garante della Costituzione e padre dei deboli: ecco il nuovo mandato di Mattarella»

Sabato – scrive Eugenio Scalfari su Repubblica – è stata una grande giornata politica: abbiamo di nuovo al Quirinale un presidente della Repubblica che ha tutte le qualità necessarie per essere l’arbitro della partita quotidiana tra i tre poteri costituzionali (legislativo, esecutivo, giudiziario) e tra le parti politiche, ciascuna con una propria visione del bene comune.

Oltre a questo ruolo arbitrale, il capo dello Stato ne ha anche un altro di uguale importanza: quello di garante della Costituzione, che può certamente essere emendata dal Parlamento ma non stravolta; emendata nelle leggi di attuazione, ma non nei principi.

Mattarella infine ha mostrato di svolgere in questi sette anni anche una funzione paternale di tutela dei deboli, dei poveri, degli esclusi e delle minoranze culturali e politiche. Le felicitazioni che gli sono subito giunte da papa Francesco per la rielezione dimostrano quanto la cura dei deboli e dei poveri stia a cuore a entrambi. Il precedente mandato, la sua storia personale, finanche il suo carattere, confermano che il nostro Presidente corrisponde perfettamente al ruolo che la Costituzione gli assegna.

Un Presidente che si è trovato a svolgere il suo ruolo al vertice della struttura istituzionale in una fase particolarmente agitata della vita pubblica ed economica italiana, europea e internazionale. Quella fase purtroppo è ancora in corso e quindi questa scelta era ancor più necessaria.

Non si può negare che Mario Draghi potesse desiderare di esser lui il Presidente della Repubblica al posto di Mattarella, ma il presidente del Consiglio può adesso cogliere l’occasione della riconferma per accrescere comunque la sua presa sulla maggioranza e portare a termine con efficacia i compiti che si è dato.

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