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Eugenio Santoro, istituto Mario Negri: “Il PNRR spinge la telemedicina, ma c’è poco coraggio sulle terapie digitali”

Fascicolo sanitario elettronico e piattaforma di telemedicina. Sono due pilastri a cui si sta lavorando   in Italia, con la spinta del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Se si riuscisse ad arrivare in porto con questi due strumenti a regime e ben funzionanti entro il 2026 – che è stato fissato come data ultima – sarebbe già un grande successo”. Ne è convinto Eugenio Santoro, responsabile del Laboratorio di informatica medica dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che spiega all’Adnkronos Salute: “I tempi sono molto stretti, siamo già nel 2023. Ma se davvero si riuscisse ad arrivare a una frazione importante di quello che è stato promesso sarebbe un ottimo risultato”. Quello che manca, fa notare l’esperto, “è un po’ il contorno”.        

“Il Pnrr – argomenta – ha puntato i soldi su questi due strumenti. Però c’è tutta quell’area attorno, come gli strumenti di digital medicine e di terapia digitale che non sono stati in qualche modo stimolati dal Piano. Forse sarebbe stato utile un po’ di coraggio in più nel finanziare anche altre cose che sono di contorno, ma sono altrettanto importanti rispetto alla piattaforma di telemedicina e fascicolo sanitario elettronico”.

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