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Eugenio Gaiotti (Bankitalia): «Senza sostegno a liquidità, ancora rischi anche per le imprese sane»

Eugenio Gaiotti, capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, è intervenuto nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul Def, sottolineando come «il quadro macroeconomico tendenziale presentato nel Def che prevede una crescita del 4,1% nell’anno in corso e del 4,3% nel 2022 sia nel complesso coerente con le prospettive indicate».

«In Italia l’attività economica ha risentito della nuova ondata dei contagi anche nel primo trimestre. È plausibile che nella seconda parte dell’anno si possa avviare una ripresa significativa, trainata dagli investimenti e, più gradualmente, dai consumi; le prospettive sono però fortemente condizionate dal successo delle campagne vaccinali e dall’avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Assicurare la riduzione dei contagi è condizione indispensabile per sostenere l’economia».

Meno contagi, condizione necessaria per la ripartenza e per la conferma delle previsioni del Def. «Gli organismi internazionali prefigurano quest’anno una crescita per l’economia italiana superiore al 4%. In Italia, come negli altri principali paesi avanzati, con le nuove ondate di contagi e il conseguente rinnovo delle misure di distanziamento sociale resta essenziale l’azione a sostegno delle imprese e delle famiglie e per il rilancio dell’economia. È però al contempo opportuno introdurre ed estendere elementi di selettività negli interventi, per indirizzare le risorse finanziarie ove più necessario. Il rischio è che senza il sostegno alla liquidità anche le imprese sane non ce la fanno, per questo abbiamo detto che il ritiro delle misure deve essere fatto con molta cautela e i provvedimenti che contribuiscono al rafforzamento patrimoniale delle imprese sono fondamentali».

Parlando del debito pubblico italiano, Bankitalia ha evidenziato che l’indicatore di sostenibilità del debito di lungo periodo calcolato dalla Commissione europea suggerisce che, «superati gli effetti della crisi, l’aggiustamento dei conti richiesto per stabilizzare il nostro debito sia contenuto, in linea con quello medio dei paesi dell’area dell’euro. Ciò conferma che il debito pubblico dell’Italia è sostenibile». Ma la stabilizzazione del debito «su livelli molto elevati lascerebbe il nostro Paese fortemente esposto a rischi derivanti da tensioni sui mercati finanziari o da nuovi shock economici. Per contrastarli, è essenziale che sia efficace lo stimolo alla crescita fornito da investimenti pubblici, da interventi che operino il necessario rafforzamento delle infrastrutture del Paese e da riforme in grado di favorire produttività e investimenti privati; nel contempo andrà assicurato un miglioramento adeguato del saldo primario quando le condizioni macroeconomiche lo consentiranno».

Quindi fondamentale sarà mantenere un occhio al debito, rendendolo sostenibile. «Il Def chiarisce che la riduzione del rapporto tra il debito e il prodotto rimarrà la bussola della politica finanziaria del Governo e indica come, per assicurare questo obiettivo, anche sotto ipotesi favorevoli sulla crescita dell’economia italiana e sui costi di finanziamento, si richieda nel medio termine una correzione appropriata del saldo di bilancio. È una valutazione condivisibile; come ha sottolineato il governatore Visco, il contributo della politica di bilancio resta fondamentale per contrastare gli effetti della pandemia ma porsi l’obiettivo di ricondurre il peso del debito su una traiettoria discendente è necessario».

Gaiotti conclude, parlando del Pnrr. «Sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr, che sarà reso noto nei prossimi giorni, richiede che sia posta attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme volte a rendere più favorevole l’ambiente in cui si svolge l’attività economica abbiano concreta attuazione».

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