L’Executive Director Decarbonization Unit di Snam, Piero Ercoli, è intervenuto a margine dell’Omc di Ravenna, affermando che l’Italia ha tutte le carte in regola perché diventi un polo importante di cattura e stoccaggio della CO2. Quello di Snam ed Eni «è un progetto che parte da lontano, abbiamo firmato un accordo oltre due anni fa che poi si è concretizzato l’anno scorso con la realizzazione della Joint venture. Il progetto consiste in una prima fase che prevede la cattura di 25mila tonnellate di CO2 dalla centrale di Casalborsetti nel ravennate che sarà stoccata a Porto Corsini Mare Ovest a partire dal primo trimestre del 2024», ha spiegato Ercoli.
«Con Eni stiamo poi lavorando alla fase industriale che ci porterà a 4 milioni di tonnellate di CO2. Questa fase prevede, da una parte, la necessità di creare le condizioni regolatorie e di legge che devono essere implementate a livello italiano a partire dalla direttiva 2009 e poi dobbiamo lavorare con gli emettitori per raccogliere l’interesse a trasportare la CO2 o via mare o via a terra, a seconda di dove si trovano, verso lo stoccaggio di Ravenna. Sarà necessario un supporto regolatorio come accaduto in Uk. In Italia» ha osservato Ercoli «abbiamo tutte le condizioni per farlo sta a noi, imprese industriali, energetiche e istituzioni e farlo accadere». Il potenziale dello stoccaggio italiano è alto: «Ci sono una serie di siti di stoccaggio a largo dell’Adriatico con una potenzialità di oltre 500 milioni di tonnellate di CO2. Porto Corsini è il primo ma poi ce ne saranno altri, sono asset di cui Eni conosce perfettamente la geologia», ha concluso.
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