«È un dibattito tutto politico» quello sul Recovery Plan, «che non entra nel merito di quel che serve al Paese. L’Ue ha obiettivi chiari e risorse pronte, il problema è a Roma. Dove mi pare non si siano resi conto che questa è l’ultima chance di stare al passo con i competitor. Sento paragoni con il piano Marshall: ma allora arrivavano i macchinari in fabbrica, qui non si capisce in che modo i progetti saranno calati nella realtà». Così il Presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro, in un’intervista a La Stampa.
«Siamo passati dal piano Colao agli Stati generali per arrivare a un Recovery Plan non condiviso. Sento ministri parlare di grandi progetti senza averne discusso con le imprese. E se non si mette mano a problemi storici come la burocrazia, qualunque piano si impantanerà: gli enti pubblici non sanno spendere i soldi in modo efficiente’», continua Carraro.
«La pandemia deve servire da lezione. Molte imprese chiuderanno bene il 2020, sono quelle più aperte ai mercati e all’innovazione e con la dimensione giusta per competere nei mercati, o capaci di ragionare per filiere. Devono essere di ispirazione per tutti».








