L’inverno demografico e la difficoltà di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro italiano confermano le fasce di età più mature quali target di importanza fondamentale nel mercato dei beni di largo consumo.
Per il 51% delle famiglie, rileva uno studio YouGov, il responsabile acquisti ha almeno 55 anni di età, con un impatto decisivo sia dal punto di vista economico – 4.700 euro è la spesa media per acquirente, di gran lunga superiore ai 3.900 euro delle fasce più giovani, che porta al 54% l’incidenza sulla spesa totale – sia sociale: oltre 4 su 10 infatti supportano le famiglie non conviventi dei figli adulti, acquistando prodotti di largo consumo per i nipoti (42%) o per i figli (13%).
Le famiglie 55+ che acquistano prodotti di largo consumo per i nipoti lo fanno circa cinque volte al mese, e quattro volte per i figli adulti non conviventi.
Nella scelta, le caratteristiche che contano di più sono il gradimento da parte dei nipoti, l’assenza di additivi o conservanti, la provenienza (italiana) degli ingredienti; a seguire, viene prestata attenzione alla marca, agli ingredienti biologici, al sapore goloso, al contenuto nutrizionale.
Molto meno importanti rispetto alla spesa per la famiglia convivente promozioni e prezzi contenuti.
Tra le categorie più acquistate per i nipoti spiccano i biscotti e la pasticceria industriale, i succhi di frutta, lo yogurt e i dessert freschi, il cioccolato, i gelati confezionati mentre per i figli non conviventi le scelte ricadono sul fresco (formaggi e salumi tra le altre cose), la frutta e la verdura.








