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Ecco il problema della remunerazione dei conti correnti e dei depositi | L’analisi di Andrea Battista

“Il ritorno della raccolta”. Questo potrebbe essere il titolo del racconto degli ultimi 18 mesi del sistema bancario se fosse un film. Questo ciò che è davvero strutturalmente cambiato nel mondo bancario tra il 2022 e il 2023, con il cambio di regime dei tassi d’interesse, l’uscita dal mondo dei tassi zero o negativi e la connessa restrizione di liquidità.

Da (quasi) non risorsa, in quanto liberamente disponibile nel sistema e non remunerata, la raccolta – materia prima dell’attività bancaria tipica – è tornata ad essere un fattore di rilievo nel sistema del business bancario. In particolare, per gli attori di nuova generazione come le challenger bank, ad esempio, il ridursi della disponibilità del funding è stato un inatteso elemento critico, perché i business model erano stati più o meno esplicitamente costruiti su ipotesi di liquidità strutturalmente molto abbondante e a bassissimo costo.

Per gli operatori più tradizionali, come le banche locali che vantano un’ampia e stabile platea di clientela fidelizzata, si è trattato all’opposto di un’imprevista rivincita. Sono fiorite le offerte per attrarre masse di raccolta da parte degli istituti bancari tradizionali, non più solo da banche digitali. Certamente il deposito a vista è rimasto poco o nulla remunerato; è seguito un coro di inviti alle banche per l’aumento dei tassi sui depositi alla clientela (premessa per la tassa sugli extraprofitti). Siamo sicuri sia la strada giusta? Anche in Italia negli anni il deposito si è trasformato in strumento di incasso, pagamento e servizio di custodia.

Se il risparmiatore non rinuncia al rientro immediato e incondizionato dei fondi perché dovrebbe essere remunerato su un deposito che è tra l’altro incondizionatamente garantito sino a centomila euro? Inoltre, il sistema monetario procede pur gradatamente e cautamente verso l’euro digitale, che ha una garanzia pubblica e che potrebbe addirittura avere un rendimento negativo o di cui comunque non si immagina al momento alcuna remunerazione. Le alternative a tutto questo per la clientela esistono ossia il deposito a breve o brevissimo termine. Ancora una volta il tema sembra dunque essere di educazione e consapevolezza finanziaria diffusa.

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