Investimenti dal valore di 5,5 miliardi di euro che permetteranno la creazione di progetti ‘pilota’ in diversi Paesi africani e 5 piani d’intervento: è questa l’ossatura del Piano Mattei, il piano strategico per la costruzione di un nuovo partenariato tra l’Italia e gli Stati del continente africano.
I 5 PILASTRI DEL PIANO
Istruzione e formazione, agricoltura, salute, energia e acqua: sono questi i 5 pilastri su cui si articola il Piano Mattei.
Sul fronte dell’istruzione e della formazione il Piano si occuperà degli interventi che si prefiggono di promuovere la formazione e l’aggiornamento dei docenti, l’adeguamento dei curricula, l’avvio di nuovi corsi professionali e di formazione in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro e la collaborazione con le imprese, coinvolgendo in particolare gli operatori italiani e sfruttando il ‘modello’ italiano di Piccola e Media Impresa.
Quanto al capitolo agricoltura, gli interventi saranno finalizzati a diminuire i tassi di malnutrizione; favorire lo sviluppo delle filiere agroalimentari; sostenere lo sviluppo dei bio-carburanti non fossili.
Sul fronte della salute si punta a rafforzare i sistemi sanitari, migliorando l’accessibilità e la qualità dei servizi primari materno-infantili.
Dal punto di vista energetico l’obiettivo è quello di rendere l’Italia un hub energetico, un vero e proprio ponte tra l’Europa e l’Africa.
Quanto all’acqua, gli interventi riguarderanno: la perforazione di pozzi, alimentati da sistemi fotovoltaici; la manutenzione dei punti d’acqua preesistenti; gli investimenti sulle reti di distribuzione; e le attività di sensibilizzazione circa l’utilizzo dell’acqua pulita e potabile.
MELONI, 5,5 MLD DOTAZIONE INIZIALE PIANO MATTEI
“Il piano Mattei può contare su una dotazione iniziale di oltre 5,5 mld di euro tra crediti e operazioni in garanzia dei quali circa 3 maldestinati dal fondo italiano per il clima e circa 2,5 dalle risorse della cooperazione allo sviluppo.
Certo non basta.
Per questo l’Italia vuole coinvolgere anche le istituzioni finanziarie internazionali ed altri stati donatori che hanno già annunciato la loro disponibilità”, ha annunciato Meloni, nel corso del vertice Italia-Africa sottolineando che “il governo italiano intende inoltre creare entro l’anno un nuovo strumento finanziario con Cdp per agevolare gli investimenti del settore privato del piano Mattei.
MELONI, PIANO NON È SCATOLA CHIUSA MA PIATTAFORMA APERTA A COLLABORAZIONE
Il Piano Mattei “non è calato dall’alto come spesso avvenuto in passato.
Si tratta di una piattaforma programmatica condivisa.
La condivisione è uno dei principi cardine del piano Mattei”, ha detto ancora la premier sottolineando che “noi vogliamo fare la nostra parte, con un ambizioso programma di interventi per aiutare il continente a crescere e prosperare partendo dalle sue immense risorse.
Questa è l’ossatura dell’intervento italiano che chiamiamo Piano Mattei per l’Africa”.
MELONI, ITALIA DIVENTERÁ HUB ENERGETICO PER INTERA UE
“L’ultimo pilastro, non per importanza, del Piano Mattei è connesso al nesso clima-energia e alle strutture collegate.
Noi siamo stati sempre convinti che l’Italia abbia le carte in regola per diventare l’sempre convinti di approvvigionamento energetico per l’intera Europa.
È un obiettivo che possiamo raggiungere se usiamo l’energia come chiave disviluppo per tutti”, ha detto la premier.
“L’interesse che persegue l’Italia è aiutare le nazioni africane a produrre energia sufficiente alle proprie esigenze e a esportare in Europa la parte in eccesso mettendo insieme due necessità, quella africana di generare ricchezza e quella europea di garantirsi nuove rotte di forniture energetica”, ha sottolineato la premier precisando che “in Marocco puntiamo a realizzare un grande centro di formazione professionale sull’energia rinnovabile, poi abbiamo progetti sull’istruzione in Tunisia e altri per l’accessibilità alla sanità in Costa d’Avorio”.
GIORGETTI, MIGLIORARE CATENE APPROVVIGIONAMENTO
“Durante la nostra Presidenza del G7, lavoreremo per migliorare la diversificazione delle catene di approvvigionamento e di produzione”, ha precisato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del vertice Italia-Africa.
“L’Italia sta dedicando una speciale attenzione all’Africa.
Come ministro delle Finanze, vi assicuro che questa attenzione è già una realtà”, ha aggiunto Giorgetti sottolineando che “il nostro Ministero cura molti aspetti e le infrastrutture sono un ingrediente chiave per il successo dell’area di libero scambio africana”.
PICHETTO, NESSO ENERGIA-CLIMA-SVILUPPO CRUCIALE
“Il nesso energia-clima-sviluppo è quindi cruciale.
E su questo l’Italia sta facendo la sua parte.
E sono davvero soddisfatto che, per la prima volta, su iniziativa della Presidenza italiana, quest’anno l’Africa sarà una delle priorità settoriali del Gruppo di Lavoro Energia e Clima del G7″, ha detto il ministro della transizione energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del suo intervento al vertice Italia-Africa.
“Il presidente Meloni ha già annunciato che all’Africa sarà destinato oltre il 70%ádel Fondo italiano per il Clima (3 miliardi di euro) e con i 100 milioni di euro annunciati a COP28, l’Italia è inoltre l’Italia è il primo donatore del Fondo su Perdite e Danni”, ha proseguito Pichetto sottolineando che “oggi in quest’Aula rafforziamo un ponte che deve andare nelle due direzioni e spingere crescita e sicurezza su entrambi i lati, attraverso partenariati paritari.
Intendiamo investire risorse e competenze per rafforzare il potenziale energetico africano e accompagnare lo sviluppo di interconnessioni tra le due sponde del Mediterraneo con progetti per la produzione in loco di energia, da destinare alle comunità locali e poi alla domanda che viene dal nord”.
Per saperne di più:

L’Italia delle case vuote nei posti sbagliati | Lo studio

Il fiscal gap che soffoca le nuove generazioni a danno di quelle attuali | L’analisi di Laurence Kot...

Quando le disuguaglianze aumentano e le opportunità di mobilità si riducono, fiducia e coesione risc...

Disagio socio-economico: nove indicatori per mappare le fragilità sociali nei quartieri di 25 | Il r...

La regia occulta dietro le rivolte di Milano e Torino | L’analisi di Maurizio Molinari






