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Ecco il bilancio del Vaticano | L’analisi

Un anno di luci e ombre.

Così il bilancio dell’Apsa, la cassa centrale del Vaticano, con molta trasparenza, definisce il 2022 dove le ombre, neanche a dirlo, sono state determinate soprattutto dalla difficile condizione dei mercati dovuta agli effetti della crisi pandemica e alla guerra in Ucraina.

Oltre alla scure dell’inflazione.

L’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica della Città del Vaticano, ha da poco pubblicato il bilancio 2022, una pratica inaugurata da appena tre anni dal presidente, l’arcivescovo Nunzio Galantino, che in esclusiva a MF-Milano Finanza spiega: “Gli andamenti dei mercati risentono ancora della spinta inflazionistica, seppur al momento registri una fase di stasi.

Tale rallentamento potrebbe portare dei benefici sia per Apsa che più in generale, nella riduzione del livello degli oneri necessari per il sostentamento della Curia romana – sottolinea l’arcivescovo – La Santa Sede e più direttamente l’Apsa è l’utente finale dei beni e dei servizi e pertanto si trova a dover sopportare ed assorbire per intero ogni aumento dei prezzi senza avere la possibilità, se non in minima parte, di ribaltare tali variazioni verso una ipotetica “clientela”.

L’auspicio di una sostanziale stasi della spinta inflattiva, con il conseguente stop all’incremento dei costi di beni e servizi, unitamente al forte impegno che tutto l’organico sta mettendo nel cercare di realizzare lo sviluppo delle attività previste nel piano triennale porta a sperare in un generale livello di margine di fine esercizio simile a quello realizzato per il 2022″.

Puntello alle spese della Curia L’Apsa ha contribuito lo scorso anno con 32,27 milioni di euro (inferiore ai 38,1 milioni del 2021) alla copertura del fabbisogno della Curia Romana, chiudendo il proprio bilancio in pareggio.

Un 2022 che a ben vedere è stato caratterizzato dalla maggiore redditività delle attività immobiliari.

Con oltre 4 mila immobili, la maggior parte dei quali ubicati a Roma, l’Apsa gestisce un totale di quasi un milione e mezzo di metri quadrati.

Un patrimonio che nel 2022 ha reso bene, 52,2 milioni di euro, in crescita di 31,4 milioni.

Per l’anno d’imposta 2022 ha versato all’erario italiano 6,05 milioni di euro per l’Imu e 2,91 milioni di per l’Ires.

Un dato importante deve essere tenuto presente: solo il 19% degli immobili è locato a condizioni di libero mercato, il 12% a canone agevolato e il 69% a canone nullo.

“L’attività immobiliare dell’Apsa presenta peculiarità difficilmente riscontrabili in comuni società immobiliari, caratteristiche proprie sia per finalità che per modalità di interventi seppur nella logica del reperimento delle risorse necessarie e funzionali ad assicurare la missione del Santo Padre e della Chiesa nel mondo – sottolinea l’arcivescovo -.

Nella Capitale, dove insiste in prevalenza il patrimonio Apsa, l’attuale situazione del mercato vede da una parte la revisione in diminuzione degli spazi destinati ad uso ufficio dovuta anche alle nuove modalità di lavoro (smart working), contrapposta però ad un notevole incremento di interesse nel settore alberghiero con una conseguente inversione di tendenza nella percezione del futuro potenziale immobiliare della città anche e soprattutto in considerazione del prossimo Giubileo del 2025 e della candidatura all’Expo del 2030.

Alla luce di tali considerazioni, in un contesto caratterizzato da incertezze geopolitiche che si riflettono negativamente anche sui mercati finanziari ad oggi caratterizzati da elevati tassi di interesse, l’Apsa – precisa Galantino – sta impegnando notevoli risorse umane e finanziarie al fine di rendere più efficiente ed efficace la gestione immobiliare cercando di ridurre al minimo gli spazi sfitti.

Attenzione particolare è posta alla regolarizzazione urbanistico-edilizia-catastale, alle ristrutturazioni di unità in stato manutentivo non adeguato agli standard attuali e a una più accurata individuazione di conduttori idonei”.

Per il raggiungimento di tali obiettivi sono stati individuati due specifici progetti: “Ristrutturazioni a ticket” e “Sfitti a rendere”.

In particolare quest’ultimo, articolato in due maxilotti, il primo dei quali completato, ha portato finora alla ristrutturazione di 79 unità immobiliari in cattivo stato manutentivo, per i quali è già iniziata la fase di commercializzazione.

Nel secondo maxilotto, avviato da poco, si procederà con altre 61 unità.

Obiettivo: procedere con la commercializzazione entro l’anno.

Poi c’è la situazione delle strutture sanitarie cattoliche in particolare nella Capitale dopo il salvataggio dal fallimento dell’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina.

“Il mio e l’impegno dell’Apsa nella bella e faticosa avventura del salvataggio del Fatebenefratelli – Isola Tiberina non è stato di natura esclusivamente economico-finanziaria”, fa presente Galantino.

“Si è trattato di dare consistenza a un desiderio del Papa: permettere a una prestigiosa istituzione sanitaria di continuare a rendere il suo servizio in linea con il carisma del suo fondatore (San Giovanni di Dio).

Con tutto il rispetto per la sanità privata, la preoccupazione del Papa è che continuino a esserci spazio e attenzione per quanti non possono permettersi cure specialistiche a pagamento.

In questa linea, se ci sarà ancora bisogno, la Fondazione per la Sanità Cattolica ci sarà”.

Le perdite sui mercati.

Se il comparto immobiliare ha tenuto, il bilancio 2022 ha visto complessivamente un peggioramento del risultato operativo, con una flessione che ha interessato le attività mobiliari che hanno visto un risultato negativo di 6,7 milioni rispetto a quello positivo realizzato nel 2021 di 19,85 milioni.

Il che ha portato a una differenza di -26,55 milioni rispetto al 2021.

Così come sono cresciuti i costi di gestione da 10 a 13 milioni di euro.

“A eccezione dell’atteso effetto rimbalzo delle valutazioni avuto a inizio anno, ci si avvia verso una situazione che non vede particolari emozioni del mercato”, è la previsione di Galantino.

“Il livello della redditività del settore azionario Apsa sembra prospettare risultati positivi, ma senza picchi degni di nota.

Sul versante delle attività a reddito fisso, e prodotti similari, si prevede un trend positivo con una sostanziale linea di stabilità.

Ad ogni modo, al fine di realizzare dei margini positivi di settore per il 2023″, conclude Galantino, “Apsa rimane vigile sui mercati, cercando di cogliere situazioni favorevoli, in cui poter realizzare utili da negoziazione su attività in portafoglio, in armonia con le politiche interne di gestione. Secondo le linee guida dei principi di sana amministrazione e di prudenza che da sempre la contraddistinguono”.

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