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Ecco i dossier da chiudere prima delle elezioni europee | L’analisi di Francesco Giavazzi

Sul Corriere della Sera Francesco Giavazzi ricorda che prima delle elezioni europee del 2024, cioè nei prossimi dodici mesi, Parlamento, Consiglio e Commissione europea, dovranno cercare di chiudere dossier importanti.

Scrivere nuove regole fiscali per l’Unione, cioè un nuovo Patto di stabilità che sostituisca quello sospeso all’inizio della pandemia.

Decidere la risposta all’Inflation Reduction Act (IRA) varato da Biden, quindi valutare e scegliere fra aiuti di Stato e regole di mercato nei settori più esposti alla concorrenza cinese e ai sussidi americani.

Infine, chiarire le responsabilità reciproche degli Stati europei nell’accoglienza dei migranti che arrivano in Italia.

Sarà una trattativa difficile.

Il risultato di questa trattativa dipenderà da come sapremo impostarla con gli altri membri dell’Ue.

È importante che l’Italia non sia percepita solo come fonte continua di problemi.

Dovremo piuttosto riuscire a convincere i nostri partner che siamo un punto di forza all’interno dell’Europa e che le nostre proposte porteranno a soluzioni favorevoli non solo per noi ma per l’intera Unione.

Dall’inizio di questo governo il Paese ha dato di sé l’immagine di una «nazione» piena di contraddizioni, sempre incerta sulle decisioni da prendere, più fonte di problemi che di soluzioni.

Abbiamo subìto procedure di infrazione ai trattati europei per aver voluto difendere strenuamente le posizioni di rendita di ricchi imprenditori balneari.

Non abbiamo saputo dare dell’Italia l’immagine di un Paese consapevole della propria forza e capace di guardare al futuro.

La nostra credibilità è anche messa in dubbio da autorevoli esponenti della maggioranza i quali propongono di rinunciare agli investimenti del Pnrr perché neppure in tre anni e mezzo (quanto manca da oggi alla scadenza del piano) saremo capaci di realizzarli.

Oppure, ancor peggio, perché, dopo aver negoziato i progetti con la Commissione europea, ed aver ottenuto i fondi, ci abbiamo ripensato e vorremmo spendere quelle risorse in modo diverso, senza peraltro sapere neppure come.

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