Nel fine settimana esponenti del Governo hanno inneggiato per il rating attribuito da Moody’s all’Italia. In realtà, c’è poco di cui rallegrarsi; la valutazione resta di Baa3, ciò che è migliorato è l’outlook, passato da “negativo” a “stabile”. Significa che restiamo sull’orlo del precipizio, a un solo gradino dalla spazzatura, ma che la tendenza è stabile invece che negativa, ovvero di previsione di caduta nel precipizio. Le cose sono andate diversamente per il Portogallo, che già partiva da un rating migliore di Baa2: con un balzo di due gradini è stato promosso, grazie ai risultati delle vere riforme approvate negli ultimi anni, ad A3.
Il rating sull’Italia si basa sul testo della legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri; farà bene a tenerne conto il Parlamento in sede di approvazione. Bastano pochi emendamenti peggiorativi per tornare nel purgatorio dell’outlook negativo, riavvicinandoci al precipizio.
Bene farebbero invece governo e maggioranza parlamentare ad approvare e implementare le necessarie riforme per allontanarsi di qualche gradino dal livello spazzatura acquisendo finalmente quella libertà di manovra di bilancio che consente di realizzare i propri programmi. Quanto sta accadendo con il tira e molla sulle concessioni balneari, nonostante i moniti della Commissione UE, non lascia purtroppo ben sperare.
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