Sul tema balneari, una questione che, sia pure fuori tempo massimo, sembra d’interesse è la nozione di scarsità evocata dall’art.12 della direttiva servizi che, come noto, impone l’avvio di una procedura selettiva per l’accesso ad attività il cui esercizio è limitato dalla scarsità di risorse naturali. I gestori stanno sostenendo che gli arenili in Italia non sono scarsi e che pertanto l’art.12 della direttiva non si applica al loro caso. Al riguardo bisogna intendersi su cosa debba intendersi per scarsità. La scarsità, come dice la norma, è collegata alla necessità che l’esercizio di un’attività dipenda da risorse naturali, che chiunque voglia esercitare quell’attività debba ottenere una concessione e che il numero di concessioni (disponibili mercato per mercato) sia limitato dalle risorse naturali a disposizione. È proprio questo legame tra risorse naturali, concessione ed esercizio dell’attività che definisce la scarsità, che ha naturalmente gradi diversi. Se le concessioni sono numerose rispetto alla domanda, vorrà dire che le risorse naturali sono poco scarse. È chiaro tuttavia che questo numero maggiore di concessioni non elimina alla radice la scarsità (perché gli arenili non sono comunque disponibili per chiunque voglia entrare nel mercato) e con essa la necessità che l’affidamento avvenga tramite procedure selettive. Vorrà solo dire che il valore delle concessioni che emergerà da queste procedure sarà basso!
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