Le tempistiche per la riforma del fisco sono molto strette: troppo per realizzare un provvedimento epocale «ma vi è l’impegno comune per semplificare il sistema e renderlo il più semplice possibile, senza aumentare le tasse». È questa la posizione del sottosegretario dell’Economia e delle finanze, Claudio Durigon (Lega).
Secondo Durigon, come indicato dalla relazione delle Commissioni di Camera e Senato, «il punto di partenza è che non si parla di patrimoniale né di intervento sull’Irap». Afferma il sottosegretario all’AGI. «Essendo questo un governo di emergenza, nessuna forza politica può imprimere la sua idea e portare a casa i risultati voluti», spiega.
Rimane comunque la convinzione che «ci saranno le sensibilità necessarie per trovare una sintesi». Bene quindi accorpare alcune voci e intervenire sulle fasce Irper e sull’Ires ma in caso di ridisegno dell’Iva è fondamentale che non vi sia alcun aumento: «Sarebbe altrimenti una cosa drammatica».
«Si opererà molto sulla semplificazione» insiste Durigon «e sulla rivisitazione di alcune aliquote. A disposizione si stima che vi saranno 2-3 miliardi: in base a queste risorse il Parlamento potrà intervenire, come prevede la legge delega».
Secondo Durigon, è giusto l’obiettivo di favorire il mercato del lavoro indicato dal ministro dell’Economia, Daniele Franco: «È determinante per un Paese come l’Italia, con il più alto costo del lavoro, intervenire sul cuneo fiscale, ma» aggiunge «per favorire l’occupazione servono tante altre cose, da una riforma globale degli ammortizzatori a una riforma delle pensioni. La riduzione del cuneo fiscale richiede molte risorse: bisogna capire se possono essere usate per forme di agevolazione all’occupazione».
Quanto alla flat tax per le partite Iva, «è una delle azioni in campo ma vedremo i costi e le risorse a disposizione. Ora le Commissioni e il Parlamento devono lavorare: l’importante è scongiurare aumenti della pressione fiscale».
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