Anders Tegnell, l’epidemiologo che coordina la lotta al Covid-19 in Svezia, durante una intervista ha ammesso le colpe della gestione dell’emergenza sanitaria nel suo Paese. “Se ci trovassimo ancora di fronte alla stessa malattia e con le conoscenze di cui disponiamo ora, credo che la nostra risposta sarebbe a metà strada tra quello che ha fatto la Svezia e quello che ha fatto il resto del mondo. Chiaramente – ha detto – c’è un margine di miglioramento rispetto a quanto fatto dalla Svezia”.
I dati per la Svezia sono impietosi e parlano di un tasso di mortalità più alto al mondo nelle ultime settimane. “Avremmo potuto fare meglio di come abbiamo fatto – ha detto – bisognerà valutare se c’era un modo per prevenire queste morti”. Tegnell nella sua intervista ha messo per la prima volta in discussione la linea tenuta da Stoccolma durante la pandemia, quando la Svezia ha lasciato che il virus circolasse tra la popolazione senza mai introdurre quelle rigide misure di confinamento implementate dagli altri Paesi europei.
La Svezia registra 43 decessi per 100mila abitanti. Le autorità svedesi hanno aggiornato la cifra provvisoria dei morti a 4.468. Il bilancio dei contagi si aggira intorno ai 38.500.








