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Donatella Di Cesare (La Stampa): «Al Quirinale sta andando in scena il miserabile show della politica»

Il miserabile show della politica. Donatella Di Cesare sulla Stampa non usa mezzi termini per descrivere quanto sta avvenendo sull’elezione del Quirinale: “Questi giorni – scrive l’editorialista – avrebbero dovuto essere quelli della riabilitazione della politica, del suo riscatto: una politica in grado di prendere la parola, di indicare la via, di offrire un orientamento. Un nome per il Quirinale – e un accordo cercato per tempo.

Non si sapeva forse che sarebbe scaduto il mandato di Mattarella? Perché improvvisare persino su un tema del genere? E in un periodo così grave? Invece abbiamo dovuto assistere prima alla grottesca vicenda di Berlusconi, di cui porta la responsabilità anche umana chi l’ha assecondata, quindi alle trattative che coinvolgono il governo, mettendo a repentaglio l’unico punto saldo d’appoggio, infine lo stallo tra nomi improbabili e goffe prove di forza. Purtroppo non si tratta solo di un ignobile spettacolo.

Quel che affiora è il baratro su cui si libra la politica. E da questo – sottolinea Di Cesare – i cittadini si ritraggono insieme disgustati e allarmati. Altro che opposizione tra tecnica e politica. Stiamo assistendo a un vero e proprio rovesciamento. I presunti esponenti della tecnica sono quelli che, defilati, nel retroscena, si fanno carico di responsabilità e compiti politici. E forse proprio per questo diventano il bersaglio di gesti sguaiati.

Al contrario, i rappresentanti dei partiti politici, con i dovuti distinguo e qualche eccezione, mostrano ormai apertamente l’inarrestabile depoliticizzazione delle proprie azioni e soprattutto dei propri obiettivi. Questa è forse la più paradossale novità. Ogni ora che passa è un danno ulteriore. E quando si sente parlare di una soluzione forse per la prossima settimana si resta esterrefatti.

Quali danni produrrà questo stallo? Non solo un danno d’immagine per l’Italia all’estero, ma anche un guasto profondo nell’autocoscienza di un paese che solo da qualche mese stava faticosamente risalendo la china, dopo aver sfiorato la catastrofe. Non si parla più di Covid, che pure ogni giorno continua a mietere vittime, né di tutti gli altri problemi di ogni genere che dovrebbero essere affrontati urgentemente.

Tra sbigottimento e disappunto il mondo guarda l’Italia che dilapida quella risorsa in più che ha, che sperpera le proprie potenzialità, in una specie di autoannientamento tragicomico. Tutto questo in spregio dei cittadini che hanno mostrato malgrado tutto impegno e responsabilità. C’è quasi da augurarsi – conclude – che un evento esterno venga a sbloccare questa situazione di stallo e a far saltare i piani di chi prende a pretesto le elezioni presidenziali per inseguire smaccatamente il proprio tornaconto”.

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