Definire Vladimir Putin un “umanitario” sarebbe soltanto una farsa grottesca, se non fosse per la cruda realtà degli orrori inflitti a una popolazione ucraina indifesa.
È il giudizio durissimo che il quotidiano britannico The Times affida a un editoriale intitolato, senza mezzi termini, “Inhuman”, disumano, dedicato alle parole pronunciate da Steve Witkoff, inviato speciale per la pace del presidente degli Stati Uniti.
L’inverno come arma
Secondo il Times, l’inverno è alle porte e per gli ucraini sarà tempo di congelare oltre che di morire.
È proprio questo, osserva il giornale londinese, l’obiettivo di Mosca: i missili e i droni del Cremlino martellano centrali elettriche, impianti di distribuzione e stoccaggio di gas e petrolio, persino gli acquedotti.
E se le infrastrutture restano in cima alla lista dei bersagli, a Putin non mancano gli ordigni per terrorizzare i civili nelle loro case.
Il quotidiano cita in particolare il missile terra-terra Iskander-M dotato di testata a grappolo K5, che, scrive il Times, “fa letteralmente piovere la morte” sulle vittime: le oltre cinquanta submunizioni che trasporta esplodono a mezz’aria, investendo chi si trova sotto con una pioggia di schegge.
Un’arma definita “grottesca”, impiegata nei giorni scorsi anche contro il quartiere storico di Kiev.
Il ritratto di un tiranno
Il Times traccia un ritratto impietoso del leader russo.
In un momento della sua vita, forse ancora prima di essere reclutato dal KGB alla “tenera età” di 23 anni, Putin avrebbe reciso ogni legame con la compassione.
È, secondo il giornale, un tiranno della vecchia scuola, per il quale la perdita di vite umane su vasta scala è soltanto un rischio del mestiere: forse non ne trae piacere, ma di certo non ne è turbato.
Il popolo ucraino si è rifiutato di piegarsi alle sue fantasie imperiali, e per questo, nella logica del Cremlino, deve pagare.
Le parole di Witkoff a San Pietroburgo
È quest’uomo che Steve Witkoff ha descritto come un “umanitario”.
Durante un’udienza con Putin a San Pietroburgo, l’inviato americano si è rivolto al presidente russo con parole che il Times riporta testualmente: “Parlate così tanto del mio presidente, il presidente Trump, come di un umanitario. Anche lei è un umanitario, signore. La saluto e mi congratulo con lei”.
Il quotidiano britannico non risparmia l’ironia sul profilo di Witkoff, veterano del settore immobiliare, ambiente in cui, osserva il giornale, i meno scrupolosi sono noti per saper coprire le crepe di un immobile malandato pur di piazzarlo sul mercato.
“Lungi da noi pensare” che Witkoff, avvocato di formazione, sia quel tipo di cowboy, scrive il Times.
Ma allora, si chiede l’editoriale, come spiegare ciò che può essere definito in modo equo come una rappresentazione tutt’altro che fedele della realtà?
Mentre Witkoff parlava, sottolinea il giornale, missili e droni a reazione venivano programmati e riforniti per i loro brevi viaggi di sola andata verso l’Ucraina.
Il caso Hubbard
Il Times concede una possibile spiegazione “benevola” per quella che definisce un’umiliazione “da voltastomaco”: Witkoff stava forse semplicemente ringraziando il presidente russo per il rilascio di Stephen Hubbard, insegnante in pensione del Michigan, tenuto prigioniero per quattro anni con l’accusa di aver aiutato l’Ucraina.
Hubbard è ora tornato in mani sicure, dopo essere stato picchiato e affamato in carcere, un calvario che sembra aver danneggiato in modo permanente la sua salute.
“Non proprio un gesto umanitario, dunque”, commenta il giornale.
La strategia di Trump
Sullo sfondo di quella che il Times chiama una “indecente adulazione” c’è un rinnovato tentativo di Donald Trump di scavalcare l’“inconveniente” rappresentato dalla guerra russo-ucraina e di stabilire legami reciprocamente vantaggiosi con Putin.
Oltre ad aver accettato di importare diesel russo, gonfiando così le casse di guerra di Mosca, Trump, ricorda il quotidiano, ha sospeso le sanzioni previste dal Lindsey Graham Act, smussando uno strumento che il Congresso gli aveva messo a disposizione per spingere il Cremlino a porre fine alla sua guerra di aggressione.
Non solo.
Secondo il Times, l’uso da parte dell’Ucraina della rete Starlink di Elon Musk è stato misteriosamente rallentato, e la condivisione dei dati statunitensi di allerta precoce sui lanci di missili russi è stata interrotta.
Entrambi i servizi, precisa il giornale, sono stati poi ripristinati.
Due pesi e due misure
Nonostante le prove contrarie, prosegue l’editoriale, Trump continua a credere che Putin agisca fondamentalmente in buona fede.
Ammiratore degli uomini forti, il presidente americano non riesce a liberarsi dell’idea di godere di un rapporto speciale con il leader russo, destinato prima o poi a produrre un risultato soddisfacente.
Nessun rispetto analogo, nota il Times, è riservato al presidente Volodymyr Zelensky, considerato da Trump un ostinato ostacolo a un accordo, un ostacolo che andrebbe rimosso.
La conclusione del giornale britannico è netta: al di là delle lusinghe di Witkoff, la verità sul leader russo è sotto gli occhi di tutti.
Nel mondo darwiniano di Putin, scrive il Times, gli avversari devono essere intimiditi fino alla servitù, oppure schiacciati.
L’umanità è una qualità riservata ai creduloni e ai deboli, a coloro che sono destinati a essere conquistati.
“Gli zar”, chiosa l’editoriale, immaginando Putin davanti allo specchio, “sono fatti di una pasta più dura”.
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