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Federica Dieni (deputata M5S): «Decreto Brunetta: terremotato a ogni livello»

Il governo fa «preoccupanti passi indietro in materia di anticorruzione»: mentre i tecnici sono ancora impegnati a chiudere il «terzo pilastro» per l’avvio del Recovery Plan, come lo chiama il ministro Renato Brunetta, sul decreto per il reclutamento della pubblica amministrazione si abbatte la bocciatura dell’Anac, già al centro del dibattito dopo il via libera al decreto con le semplificazioni che rischiava, secondo alcuni, di svuotare l’autorità delle sue competenze.

Il provvedimento per cambiare le regole per le assunzioni nel pubblico, e velocizzare i contratti legati alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è ancora oggetto di limature e, rispetto alle bozze, nel passaggio in Consiglio dei ministri ha perso sia il nuovo meccanismo di premi per i dipendenti (che potrebbe essere recuperato attraverso la contrattazione collettiva) sia la norma che ampliava la possibilità di ricorrere ai pensionati per consulenze e collaborazioni.

Alcune bozze prevedevano anche la cancellazione della gratuità degli incarichi, poi si era passati alla sola eliminazione del limite temporale di un anno. Ora – ma il testo definitivo potrebbe non essere pubblicato prima di lunedì – dovrebbe proprio saltare la norma, che poco aveva a che fare con il far diventare l’Italia un “paese per giovani” che è una delle mission dell’esecutivo indicate dallo stesso premier Mario Draghi.

Proprio gli “under” saranno coinvolti in alcune novità: intanto chi ha meno di 30 anni potrà partecipare al “concorso di idee” per proporre il logo del nuovo portale unico del reclutamento, che sarà bandito entro il 7 luglio per provare a essere pronti, con le prime funzioni online, già prima di Ferragosto. In più anche la P.a. potrà fare contratti di apprendistato, per i quali vengono stanziati 700 milioni di euro.

Il nuovo portale servirà intanto per pubblicare i due elenchi degli esperti e delle alte professionalità che le amministrazioni poi – una volta composte le graduatorie – potranno assumere anche per chiamata diretta dopo colloqui (nel caso dei professionisti iscritti agli albi). Ma diventerà in prospettiva la “porta virtuale unica di accesso” alla Pa, anche per i concorsi ordinari. Tutti i cittadini (con Spid o altra identità digitale) potranno monitorare i bandi in una mappa interattiva e georeferenziata e registrare il proprio curriculum, inviare le domande e anche pagare le tasse per partecipare attraverso PagoPa.

Ma a cambiare oltre ai concorsi saranno anche le progressioni di carriera – con una nuova area per i funzionari ad alta specializzazione – e pure la mobilità, anche dall’esterno. Una delle misure, le chiamate di manager dal privato, entrate nel mirino dell’Anac, che lamenta un mancato rafforzamento dell’Authority e dei suoi «presidi della legalità» proprio mentre «vengono addirittura raddoppiate le quote di dirigenti esterni e di nomina politica».

Un allarme raccolto subito dal M5s, che nei giorni scorsi aveva espresso più di qualche perplessità sul “decreto Brunetta” e che vede, come dice la deputata Federica Dieni, «terremotato ad ogni livello» il reclutamento pubblico con il modello aziendale che può trasformarsi in «abusi e spazi per le lottizzazioni», dando il «via libera in massa all’ingresso degli amici dei politici».

Con la «scusa della pandemia», le fa eco il presidente della commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni, «pare che qualcuno abbia in animo di liquidare le conquiste in materia di anticorruzione» ma «certamente non lo permetteremo».

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