Il caro energia avanza e gli italiani corrono ai ripari. L’Osservatorio Riparte l’Italia lo racconta per voi.
Caro energia: il parroco spegne il campanile della chiesa nell’Oristanese
A causa delle bollette elettriche sempre piu’ pesanti, da circa un mese il campanile della chiesa di Santa Sofia, a San Vero Milis (Oristano) e’ al buio. “Dopo sei anni di illuminazione, il campanile di Santa Sofia non si illumina di meno ma resta spento del tutto, con vivo dispiacere”, spiega il parroco, don Ignazio Serra. “Il caro energia, che sta colpendo privati e mettendo in ginocchio le aziende, ci costringe a spegnere le luci dell’orologio e delle campane”.
“Auspichiamo tempi migliori”, conclude il sacerdote, “per poter offrire di nuovo un servizio che era gradito e rendeva visibile, anche di notte, il campanile piu’ alto della diocesi, con i suoi 40 metri”.
Allarme Coldiretti, a rischio 1.700 agriturismi in Lombardia
Il caro energia mette a rischio il futuro degli oltre 1.700 agriturismi presenti in Lombardia con piu’ di mezzo milione di presenze all’anno, delle quali circa la meta’ di turisti stranieri. E’ quanto afferma la Coldiretti Lombardia nel sottolineare che l’aumento esponenziale dei costi compromette la sostenibilita’ economica dell’offerta turistica nelle campagne lombarde, dove l’alloggio (servizio offerto dal 55% del totale delle strutture) e la ristorazione (offerto dal 66% del totale) sono i due pilastri dell’agriturismo, secondo l’ultima analisi Istat.
“Nel corso degli ultimi anni – spiega Massimo Grignani, presidente Terranostra Lombardia – si e’ ampliata la gamma di servizi offerti e a quelli tradizionali, quali ristorazione e alloggio, se ne sono affiancati altri come degustazione, passeggiate a cavallo, escursioni, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, fattorie didattiche, corsi”. L’emergenza bollette, precisa dunque la Coldiretti, colpisce ora un settore che mostrava segnali positivi dopo le difficolta’ determinate dall’emergenza Covid. “L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy – conclude Grignani – perche’ contribuisce in modo determinante al turismo di prossimita’ nelle nostre campagne e nei piccoli borghi, alla scoperta delle tipicita’ agroalimentari Made in Italy e delle bellezze dei nostri territori”.
Rosario Pendolino (presidente gruppo giovani Assipan): «I panificatori stanno affrontando una crisi senza precedenti»
Rosario Pendolino, presidente provinciale del Gruppo Giovani Assipan di Confcommercio Agrigento, si dice molto preoccupato per il domani incerto di tante imprese ed esorta il governo ad assumere le necessarie decisioni in tempi rapidissimi. Il tempo per rimediare sta per scadere e a breve tante imprese chiuderanno e tantissime famiglie rimarranno senza fonte di sostentamento. Pendolino evidenzia una stima molto preoccupante: delle oltre 6.000 imprese del settore, associate ad Assipan- Confcommercio su 30.400 presenti in tutta Italia, a breve ne chiuderanno circa 1.400 e quasi 6.000 posti di lavoro verranno inevitabilmente persi. E questo drammatico scenario, da qui a breve, diventerà un’amara realtà.
“L’aumento dei costi dell’energia, così come l’aumento dei costi delle materie prime, hanno già portato in Europa ad un aumento del costo del pane del 18%. Noi pianificatori italiani, fino ad oggi abbiamo fatto una scelta responsabile – dichiara Rosario Pendolino – resistendo e contenendo gli aumenti, ma purtroppo abbiamo la consapevolezza che la società sì sta indirizzando verso un crollo dei consumi, e quindi ci ritroveremo stretti in una morsa, maggiori costi, minori ricavi, con la prospettiva che rimane sempre la stessa, la chiusura. Per non parlare del drammatico risvolto della medaglia: un bene di prima necessità come il pane, diverrà un bene di lusso, sempre più caro e con sempre più rari produttori”.
Simone Podda (Villaspeciosa): «Costi raddoppiati,la mia azienda è al collasso»
“Nella mia azienda agricola ho cinque contatori, non ho mai pagato una bolletta superiore ai 600 euro a contatore, proprio ieri mi e’ arrivata l’ultima: 1.100 euro, quasi il doppio. Cosi’ diventa davvero difficile andare avanti”. A parlare e’ Simone Podda, 41 anni, titolare di un’azienda ortofrutticola di Villaspeciosa e responsabile di zona della Coldiretti, uno dei tanti partecipanti all’incontro di questa mattina a Cagliari. “Prima – ricorda – il costo dell’energia incideva per circa il 12 per cento sul bilancio aziendale, ora siamo arrivati al 20 e in qualche caso anche al 25”.
Podda coltiva prevalentemente prezzemolo, finocchi e cavolfiori in circa 15 ettari, oltre ad altri trenta di seminati vari e il caro energia si aggiunge a una serie di aumenti pesanti come quelli dei fertilizzanti, degli agrofarmaci e di tutte le materie prime. “Con un fatturato di circa duecentomila euro l’anno – racconta all’ANSA – se un quarto se ne va in energia elettrica, e’ un rischio per la sopravvivenza dell’azienda, che conta quattro dipendenti”.
Ora l’ultima carta che resta all’agricoltore – studi in ingegneria elettronica, un passato alla Saras e da cinque anni titolare dell’azienda di famiglia – e’ il fotovoltaico. “Vorrei avviare la trasformazione – spiega – e dotarmi di questa tecnologia ma devo fare degli investimenti, come la sostituzione di tutti gli impianti di irrigazione che devono essere adattati a un ciclo diurno per sfruttare l’energia del sole”. Investimenti che costano e su cui non ci sono certezze e soprattutto tempi rapidi. “Ho voglia di fare, di andare avanti e costruire, ma – confessa – questi costi stanno diventando insopportabili”.
Bollette: Assofloro, comparto ko, aumenti fino al 1.200%
Aumenti fino al 1.212% in più rispetto allo scorso anno per il settore florovivaistico messo in ginocchio dal caro bollette. E’ Assofloro a raccogliere i drammatici dati del comparto, entrando nel dettaglio di ogni singola voce di spesa. Per l’energia elettrica l’aumento medio riscontrato a gennaio 2022 rispetto allo stesso mese 2021 e’ del 35%, mentre nel periodo luglio 2021/2022 e’ del 97%. Numeri altrettanto negativi per il gasolio dove si e’ registrato +45% nel periodo gennaio 2021/2022 e +80% in quello di marzo. Peggio ancora e’ il dato del metano con +653% da gennaio 2021 a gennaio 2022, +694% nel periodo giugno 2021/2022 e +1.212% in quello di luglio.
“Il nostro non e’ solo un grido di allarme ma una necessita’ a intervenire subito”, spiega la presidente di Assofloro Nada Forbici, lanciando un appello alle istituzioni, “le aziende sono ad un bivio, si chiedono se continuare a produrre rischiando il fallimento oppure fermarsi e sospendere la produzione, perche’ ogni mese in piu’ che trascorre le porta a erodere i propri risparmi per pagare le bollette”. Ed e’ la floricoltura in serra tra le filiere produttive che piu’ risentono dell’incremento dei costi energetici, gia’ provata dal lockdown e dalle conseguenze sui mercati del conflitto Russia-Ucraina; un settore fortemente legato alla stagionalita’ con tempi e dinamiche specifici. Non e’ possibile rinviare la produzione, come accade in altri comparti: per crescere le piante hanno bisogno di un determinato tempo e, per le varieta’ legate a una stagione, il rischio e’ saltare totalmente il ciclo produttivo annuale.
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