«La mancanza di incentivi auto andrà ad aggravare l’andamento del mercato». Lo afferma Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto. Il numero uno della federazione dei concessionari auto manifesta la sua preoccupazione per la situazione del settore automobilistico, che chiude in negativo il 2021: a dicembre -27,5% sul 2020 e -38% sul 2019. Complessivamente rispetto al 2020 del lockdown e delle concessionarie chiuse per due mesi, si registra una timida crescita del 5,5% ma rispetto al 2019 il calo è del 24%, con un consuntivo di 1.457.952 unità vendute.
Le cose non vanno meglio negli altri Paesi europei, l’elettrificazione sta bloccando molti acquisiti potenziali e nel nostro Paese, l’assenza di incentivi in manovra economica, ha portato alla paralisi contenuta nei numeri diffusi dal ministero delle Infrastrutture. Calano tutte le motorizzazioni: benzina (-42,1%), diesel (-42,3%), metano (-46,5%), elettriche pure (-15,3%) e plug-in (-8,3%), stabili Gpl (-0,4%) e ibridi elettrici (+0,8%).
Faticosamente, quindi, l’abbandono dei carburanti fossi va avanti: le auto plug-in e le ibride elettriche (HEV) sono infatti cresciute in termini relativi rispettivamente del +138,6% e del +93% con una rappresentatività sul mercato giunta al 4,6% e al 29,2%, mentre le auto elettriche hanno raggiunto le oltre 67.000 unità immatricolate (+102,5%) e una quota di mercato pari al 4,6%
In totale quindi le elettrificate valgono 38,4%. Dieci anni fa sarebbe apparsa fantascienza, mentre come già da molti anni, il mercato è “drogato” dalle auto-immatricolazioni di case e concessionari, che secondo le elaborazioni sui dati Dataforce diffusi da Federauto, hanno rappresentato circa il 12% dei volumi di vendita a dicembre, mentre nell’anno sono state pari al 9%.
Di qui l’abbondanza di chilometri zero nei saloni dei concessionari, un flusso che non si è fermato nemmeno ora che la carenza di microprocessori, ha frenato la produzione in molti stabilimenti europei. Guardando ai singoli marchi, Fiat si conferma nel 2021 al primo posto con 223.567 vetture vendute e una quota del 15,33% in crescita del 5,78%. Seguono Volkswagen, Toyota, Peugeot e Ford. Panda resta la best-seller italiana a dicembre con 6.524 esemplari venduti, seguita dal Dacia Duster, Toyota Yaris, Lancia Ypsilon e Fiat 500X.
«La discutibile decisione del phase out delle auto con motore a combustione interna a partire dal 2035 annunciata dal Cite (Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica) il mese scorso e la mancanza di incentivi auto per lo svecchiamento del parco circolante, sono fattori che andranno ad aggravare ulteriormente l’andamento del mercato auto con impatti negativi sulle imprese italiane, l’occupazione e la tenuta della filiera nel suo complesso», prevede De Stefani Cosentino.
Michele Crisci, presidente di Unrae, che raggruppa i costruttori esteri che operano nel nostro paese, esprime invece «forte sconcerto per la decisione delle Istituzioni di non assegnare nella Legge di Bilancio le risorse economiche necessarie per incentivare il mercato dell’auto con un piano triennale. Finora, le pur scarse risorse destinate con interventi “stop and go” hanno avuto un impatto positivo nel promuovere la mobilità elettrica».
«In mancanza, da parte del Parlamento e del Governo, di una corretta presa di coscienza della precarietà della situazione della mobilità e della necessità di provvedere con misure adeguate sul piano della qualità e dell’entità degli stanziamenti, la transizione all’elettrico rischia di diventare una pia illusione, con tutto quello che ne consegue», aggiunge Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.
Timori che si allargano anche alle produzioni presenti nel nostro Paese. «Riguardo alle prospettive 2022 per le materie prime, se per l’acciaio la situazione è probabilmente destinata a migliorare nel corso dei prossimi mesi, per i microchip occorrerà attendere almeno fino al 2023 e anche sul fronte della logistica non vedremo così rapidamente un ritorno alla normalità», spiega Paolo Scudieri, presidente di Anfia, l’associazione dei produttori di auto italiani che è associata a Confindustria, ma di cui non fa parte Stellantis.
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