Il Paese miope che volta le spalle ai giovani. Sul Quotidiano Nazionale, Davide Rondoni rimarca come in Italia – nonostante i recenti appelli di Mattarella e Mario Draghi per tutelare i più giovani di fronte all’emergenza – sarà proprio la generazione dei ventenni che pagherà più di tutti lo sconquasso economico provocato dal virus cinese, tanto che esiste un documento firmato da eminenti personalità mondiali che richiama l’attenzione a non far pagare il costo del Covid ai giovani del pianeta.
Di certo, da noi lo stanno già pagando. I contratti a termine che sono saltati o stanno saltando in molti settori interessano lavoratori giovani e studenti lavoratori, la paralisi dell’economia rende più difficile le entrate nel mondo del lavoro dei più giovani.
Così come per beghe politiche salta il voto ai diciottenni per il Senato.
La situazione sta tarpando le ali a loro, anche per l’esperienza tra grottesco e mesto del fare scuola e università in questo modo, estremo segno di crisi educativa, o l’accanimento sui giovani e i loro ritrovi come se fossero untori. Interessano davvero i giovani o altro?
Molti di loro si chiedono perché il trattamento di cassa integrazione o d’aiuto, chiamiamolo così, alle partite Iva non abbiano privilegiato fasce di età più giovani. O perché si vuole dare l’idea che il virus circoli meglio dopo mezzanotte, chiudendo locali o stringendo cinema e teatri in una morsa di regolamenti a cui sfuggono ad esempio gli aerei della compagnia nazionale.
Senza contare i dati impietosi di Istat sul calo della popolazione giovane nel Paese, a cui non è vero che rimediano gli immigrati.
Insomma, se il Presidente si aspetta, come ripete, una ripresa del Paese come nel dopoguerra, tenga conto, come sa bene, che allora c’erano più giovani e si puntò su di loro. Non solo a parole.
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