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Davide Grasso, CEO Maserati: “Senza Italia non c’è il nostro marchio, per il futuro sarà solo elettrica”

“Senza Italia non c’è Maserati”.

Va subito al punto Davide Grasso, ceo Maserati, dove è approdato nel 2019 dopo essere stato ad di Converse, marchio del gruppo Nike.

“E’ un binomio che dura da sempre.

Da quando i quattro fratelli fondarono la casa.

Oggi, la gamma Maserati (marchio del gruppo Stellantis, società partecipata da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi) è interamente disegnata, sviluppata e prodotta in Italia, e distribuita in oltre 70 Paesi nel mondo.

Per essere ancora più chiari, aggiungo che se non è fatta in Italia non è una Maserati”.

“C’è una chiara visione che sta prendendo forma da diversi anni.

Da quando abbiamo rilanciato il marchio, puntando su una nuova serie di prodotti e soprattutto facendo i primi passi nell’elettrico.

Con il Suv Grecale ora anche in versione totalmente elettrica, chiamata Folgore (il nome che indica tutti i modelli a batteria della casa di Modena, ndr).

Poi con la Granturismo e nei prossimi mesi con l’arrivo della Grancabrio”, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica, aggiungendo che “diventare il primo brand di lusso italiano totalmente a zero emissioni entro il 2028.

Con due anni di anticipo rispetto ai nostri precedenti piani”.

“Abbiamo cominciato ad investire nei primi mesi del 2020 sullo stabilimento di Modena, il più antico in Italia con 85 anni di storia, dove lavorano oltre 800 persone.

Al momento stiamo aggiustando la capacità produttiva della MC20, dopo un ridimensionamento di fine 2023, dovuto alla crisi cinese e al rallentamento del mercato Usa che ha impattato anche su altri settori.

Nel secondo quarto dell’anno pensiamo comunque di ripartire a pieno regime”, ha dichiarato.

Grasso ha spiegato che “Maserati è totalmente orientata nella crescita a medio e lungo termine in Italia.

Esportiamo l’86% del prodotto.

Per quanto riguarda la MC20 e MC Cielo, assemblate a Modena, la percentuale arriva al 92%.

Proprio in viale Ciro Menotti un team di circa 130 ingegneri e tecnici lavorerà esclusivamente allo sviluppo della gamma attuale e dei modelli futuri.

Si tratta di grandi investimenti su innovazione e qualità.

Pilastri fondamentali.

L’obiettivo è alzare il posizionamento del marchio nel segmento lusso.

L’atelier del Programma di personalizzazione Fuoriserie, sempre a Modena, vedrà occupate circa 140 persone a pieno regime”.

Per Mirafiori e Cassino “sarà tutto in funzione della capacità e della crescita del brand.

I prodotti ci sono: Grecale a Cassino e Granturismo a Torino.

La volontà è di continuare a crescere”, ha aggiunto.

Un percorso, quello elettrico, che si chiuderà nel 2028 con la nuova Quattroporte, prevista secondo i precedenti piani nel 2025.

“Abbiamo studiato a fondo il processo di crescita ed evoluzione del mercato con il consumatore al centro.

E facendo un piano a lungo termine con auto iconiche, ci siamo resi conto che il mercato auto cambia in fretta e radicalmente.

Abbiamo assistito al boom di Suv e crossover e al ridimensionamento delle berline.

Alla luce di questo, ci siamo resi conto che dovevamo prenderci più tempo per studiare un prodotto completamente nuovo.

Non più una berlina tradizionale, grande e lussuosa ma un’auto rivoluzionaria che reinterpretasse il concetto del lusso”, ha detto.

Un cambiamento dovuto anche al passaggio alla mobilità elettrica.

Da questa trasformazione “vedo un vantaggio che è quello della sopravvivenza, l’unico modo per mantenere e accrescere il valore a lungo termine.

Insomma, se l’auto sarà elettrica noi ci siamo adattati fin da subito.

Ma sempre rimanendo in Italia”, ha concluso.

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