Daniele Scatassi, presidente di Building Production, è intervenuto a ReFuture, il Forum dell’economia immobiliare.
Riportiamo di seguito il suo intervento integrale.
“Innanzitutto, voglio dire che sono commosso che in un evento del settore immobiliare in tutti gli interventi e in tutte le slide si sia parlato di social network e di digitale e credo che sia un grande risultato.
È un onore essere di nuovo qui oggi per discutere dell’importanza del settore immobiliare e dell’evoluzione digitale che sta trasformando il nostro modo di abitare.
Senza casa non c’è futuro è un richiamo alla responsabilità di garantire che ogni individuo abbia accesso a un tetto. È il desiderio di avere un futuro di valori e di protezione. La casa è una luce, una dimora familiare unica.
Attraverso la mia esperienza ho assistito alla rivoluzione digitale nel settore immobiliare, abbracciando il digitale e i social media come chiavi per un futuro più inclusivo. Ho avuto la fortuna di credere nel digitale dal primo giorno. Se pensiamo al futuro pensiamo al digitale e alla tecnologia. Ormai non c’è più dubbio.
Viviamo in un’epoca in cui l’innovazione si evolve a una velocità straordinaria. Oggi vediamo ogni giorno che sono nati nuovi strumenti e oggi sono nati dei visori che aumentano le nostre capacità, migliorano e semplificano la vita di tutti i giorni. Un tempo considerati strani o solo destinati a film di fantascienza.
Oggi sono un esempio di come le tecnologie emergenti stiano cambiando il nostro modo di percepire e interagire con il mondo. Allo stesso modo il settore immobiliare ha abbracciato il digitale, rompendo le barriere e offrendo nuove prospettive nella ricerca e nella transazione delle case.
Oggi i social media, strumento deriso e sottovalutato da molti fino a pochi anni fa, ha superato i 5 miliardi di utenti nel mondo, diventando il principale veicolo di comunicazione. Questa cifra impressionante rappresenta non solo numeri ma individui con storie da condividere, connessioni da stabilire. È un testamento alla potenza della comunicazione digitale nel plasmare il modo in cui interagiamo e apprendiamo.
69 milioni di messaggi scambiati su WhatsApp, 650.000 storie caricate su Instagram, 1,4 milioni di post visualizzati su Facebook. Questo è quello che succede ogni 60 secondi in rete. Inoltre, le spese pubblicitarie sui social media hanno raggiunto cifre straordinarie, superando i 720 miliardi di dollari.
Ormai tanti anni fa ho trovato nel digitale gli strumenti necessari a migliorare il nostro lavoro, un settore che per troppo tempo abbiamo lasciato andare avanti per forza di inerzia, trascinato da una spinta ormai vecchia, fatta da vecchi modi di fare, strategie ormai datate e delle volte anche inefficaci. I digital, i social sono un grande passaparola e il settore delle agenzie immobiliari vive di un grande passaparola.
I portali immobiliari, anch’essi criticati alla nascita, avevano già portato questo passaparola ad un livello molto più alto. L’unione delle nostre conoscenze al digitale è la grande opportunità per gli agenti immobiliari. Per rendere più tangibile il concetto di adattamento e apertura al cambiamento, riflettiamo sulla nascita dell’automobile nel corso della storia.
Questo, che sembra un vecchio scaldabagno, è una delle prime auto. Da millenni l’uomo col cavallo aveva gestito guerre tra sporti e semine ed ecco ora il grande tradimento. L’uomo cominciava a preferirgli una vettura automobile, una carrozza senza cavalli. Immaginatevi il mondo in cui viviamo oggi senza auto.
Per noi è scontato prendere l’auto per spostarci e siamo abituati a vederne centinaia ogni giorno. Le automobili però esistono solo da tempi più recenti. Molti vedevano l’automobile come una minaccia per il sistema esistente di trasporto a traino animale. Eppure, i pionieri dell’automobile, nonostante le critiche e l’opposizione, hanno perseverato.
Eppure, hanno abbracciato l’opportunità di cambiare il modo in cui il mondo si spostava. Oggi non possiamo immaginare la nostra vita senza automobili, ma all’epoca questa trasformazione richiedeva coraggio, visione e apertura mentale. Gli agenti immobiliari di oggi possono trarre insegnamento da questa storia.
Allo stesso modo in cui l’automobile ha rivoluzionato la mobilità, le nuove tecnologie e strategie stanno rivoluzionando il settore immobiliare. Non lasciamoci scoraggiare dalle prime resistenze, ma piuttosto impariamo dalla storia e abbracciamo il cambiamento con determinazione. C’è una frase di Elon Musk che spiega tutto molto bene.
Quando Henry Ford costruì auto economiche e affidabili, la gente disse «No! Cosa c’è che non va in un cavallo?». In questo panorama di cambiamento vorrei condividere un consiglio con i miei colleghi agenti immobiliari. Guardiamo alle innovazioni con occhi aperti, lasciamo da parte il «si è sempre fatto così» e iniziamo ad abbracciare il nuovo. Sicuramente abbiamo una scusante.
In nessun’altra epoca prima di oggi è avvenuto un cambio di comportamenti, costumi e modalità di lavoro così forte e repentino. Però l’evoluzione è inevitabile e resistere solo perché è diverso da quanto conosciuto è limitare il proprio potenziale. Sfidiamoci a esplorare nuove approcci, ad adottare nuove tecnologie, a reinventare il modo in cui svolgiamo il nostro prezioso lavoro.
Lo scorso anno ho portato questa slide invitando tutti a vedere dei nuovi citofoni, dei nuovi punti di contatto con i nostri clienti. Il nostro prezioso percorso nei social media e nel digitale è una testimonianza vivente di come l’innovazione, anche quando inizialmente ignorata, possa crescere fino a diventare il fulcro delle nostre vite e soprattutto delle strategie aziendali.
Oggi tutto il settore immobiliare conosce il ruolo cruciale dei social media ed è iniziato un cambiamento, nuove abitudini che stanno plasmando il futuro del settore immobiliare e oltre. Nello stesso tempo i nostri clienti, i futuri proprietari e abitanti delle nuove abitazioni, stanno incontrando i loro agenti immobiliari di fiducia in luoghi virtuali, costruendo relazioni che poi si spostano in luoghi fisici. Quindi, proprio io, che sono la persona che spinge da anni verso un futuro digitale, oggi vorrei riportare l’attenzione anche sulla fisicità.
Perché sapete cosa c’è che rende la comunicazione digitale così efficace? Le persone. Perché quello di cui sono certo è che sì, senza casa non c’è futuro, ma senza agenti immobiliari non può esserci un futuro sicuro per la compravendita delle case. Perché questo futuro porta sempre di più clienti ad avere bisogno di veri e propri consulenti, persone pronte a seguirli in una delle trattative più importanti della loro vita, per uno dei beni più preziosi della loro vita, la casa, il bene che custodisce le famiglie.
Nel finale voglio farvi una confidenza e voglio essere molto sincero. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, questo lavoro non mi piaceva. Quando ho fatto il colloquio ho detto di sì solo perché Vincenzo, il mio vecchio responsabile e attuale socio, mi disse più fai e più guadagni. Sono rimasto a lavorare perché guadagnavo bene e perché avevo visto in Vincenzo un maestro.
Poi, solo con il tempo, ho capito ed è diventata parte della mia vita. Mi sono affezionato e ho iniziato a dedicarmi in modo diverso. Forse un collaboratore come me io l’avrei mandato via dopo poco tempo, sbagliando, perché in futuro potevo conoscerlo meglio. Senza casa non c’è futuro.
Lo ripeto, senza agenti immobiliari non immagino un futuro per la compravendita immobiliare. Guardando al futuro, direi di tornare all’essenza del nostro lavoro. Un agente immobiliare non deve inserire personale per aprire un’agenzia in più. Un agente immobiliare deve crescere nuovi e futuri agenti immobiliari che potranno gestire tante compravendite, dedicandosi al massimo per i clienti.
Torno al Daniele che ha iniziato a lavorare. Voglio pensarci ogni giorno, perché voglio ricordarmi che una persona che inizia questa professione è un coraggioso. Perché ai noi non c’è qualcuno che sogna di fare questo lavoro da bambino. Chi inizia con noi dobbiamo coccolarlo, custodirlo, farlo appassionare, dargli il tempo di credere.
Combatte già contro tante tasse, tante preoccupazioni, tanti amici che gli vanno contro con le relative cattive voci. Ogni giorno è lì che combatte con un mondo esterno che gli dice di fare una vita in vacanza. Quindi voglio lasciarvi con una frase a cui sono molto legato.
Non ricordo più dove l’ho letta o sentita, ma per me rappresenta molto e rappresenta tutto il mio intervento. Perché la prima rivoluzione avviene quando si cambia idea su come guardare le cose e ci si rende conto che può esistere un altro modo di guardarle che non ci hanno mai mostrato prima”.
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