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Cristina Scocchia, AD illycaffè: “Dalla crisi del Mar Rosso c’è un rialzo dei costi logistici del 30%” | Lo scenario

Dal 19 ottobre scorso le navi mercantili che transitano nel Mar Rosso rischiano di essere attaccate dal gruppo di ribelli yemeniti Houthi. La crisi, secondo le stime di Confartigianato, costa all’Italia 95 milioni di euro al giorno. Un conto che sta mettendo in allerta la quasi totalità delle aziende italiane tra cui illycaffè, storica impresa triestina leader nella produzione di caffè.

Quel che si sta registrando ogni giorno nel canale di Suez “ci preoccupa molto”, ha spiegato l’amministratrice delegata Cristina Scocchia, a margine dell’evento WLeadership organizzato da Class Editori. La complessa situazione geopolitica per il momento non comporterà un aggiustamento dei prezzi per i clienti di illycaffè, tuttavia l’ad ha precisato che “in un contesto così volatile dovremmo rivedere, come tutti, questa decisione” più avanti.

SPEDIRE VERSO CINA E ASIA COSTA +50%

La crisi nel Mar Rosso si è però già tradotta in forti rincari interni per le aziende. “Stiamo registrando un aumento dei costi logistici di circa il 30%”, ha precisato Scocchia. “Tutto ciò che viene mandato verso la Cina e l’Asia ci costa il 50% in più e quello che mandiamo verso gli Stati Uniti ci costa in aggiunta il 20%”. L’ad ha spiegato che “anche se la rotta è diversa, oramai il prezzo dei container è aumentato”, un rincaro “a cui va sommato il maggior tempo di attesa”.

CRISI ALTERA CONDIZIONI COMPETITIVE

La situazione geopolitica “sta mettendo una grande pressione a tutte le aziende italiane”, ha detto l’ad. “Quella del Mar Rosso è una crisi che nel lungo termine, se non viene risolta, potrebbe alterare le condizioni competitive” nazionali e internazionali. Secondo Scocchia se la crisi dovesse perdurare si registrerebbe una netta differenza tra quelle “imprese che avranno la possibilità di attraversare la rotta e le altre che invece non l’avranno”.

NESSUNA CORREZIONE DEI PREZZI

Tutto questo, per il momento, non spinge l’azienda ad aggiustare i prezzi. “Ribadiamo il nostro desiderio di non aumentare i prezzi”, ha detto l’amministratrice delegata di illycaffè, ricordando che “quando c’è stato il picco di inflazione che ha portato i nostri costi di produzione a un +17% abbiamo aumentato i prezzi solo del 3% nel 2022 e del 3% nel 2023, due terzi li abbiamo tenuti sulle nostre spalle come segno di responsabilità”. Scocchia ha ribadito che “in questo momento nei piani di illycaffè non c’è un aumento dei prezzi. Ovviamente, come tutti, in un contesto così volatile dovremmo rivedere questa decisione”.

QUOTAZIONE ENTRO 2026, SU PIAZZA DECIDERANNO AZIONISTI

Intanto la società si sta preparando a un traguardo importante: l’ingresso in Borsa. L’ad conferma che “la quotazione di illycaffè si fará entro il 2026. Ci crediamo molto e ci stiamo adoperando”. La società, nel 2022, ha già adottato i criteri Ifrs, anche se non obbligata a farlo. “Abbiamo iniziato a fare un bilancio integrato e quest’anno continueremo. Ci stiamo preparando, poi quale sarà il momento giusto dipenderà anche dalla finestra macroeconomica”. Sulla Borsa in cui sbarcherà illycaffè ci sono ancora dubbi. “La scelta non spetta al management”, ha precisato l’ad, “gli stakeholder valuteranno le tempistiche e la piazza esatta, intanto noi ci stiamo preparando”.

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