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Covid-19, in calo i casi in Europa, ma a preoccupare è l’America del Sud

I casi di malati di Covid-19 in Europa, secondo l’Oms, sono scesi  al minimo dal 22 marzo. L’attenzione si sposta dall’altra parte del mondo. Il bilancio negli Usa è di oltre 106.000 su 1,8 milioni di casi, secondo i dati della Johns Hopkins  University, mentre i contagi in tutto il mondo hanno superato i 6,4 milioni e le vittime sono state oltre 380.000. Il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Ghebreyesus ha però affermato di essere preoccupato per l’aumento dei casi e dei decessi in America centrale e meridionale. “Per diverse settimane – ha detto – il numero di casi segnalati ogni giorno nelle Americhe è stato maggiore rispetto al resto del mondo messo insieme”.

LA SITUAZIONE NELLE AMERICHE
In California il governatore, Gavin Newsom, ha detto che lo Stato  amplierà le opzioni di voto per proteggere gli elettori e i volontari dalla pandemia. Un nuovo ordine esecutivo richiede alle contee di iniziare tre giorni di votazione anticipata il sabato precedente il giorno delle  elezioni. Alle contee sarà consentito avere un numero inferiore di seggi elettorali rispetto al solito ma dovrà esserci almeno un seggio ogni 10.000 elettori registrati.  

Sette Stati e Washington hanno tenuto le primarie presidenziali martedì e tutti e otto hanno incoraggiato i residenti a votare per posta. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invece criticato più volte questa tipologia di voto. I funzionari hanno detto di aspettarsi che le votazioni per posta  portino alle urne più elettori a novembre, soprattutto se la pandemia  continuerà ad affievolirsi.    

A New York i morti quotidiani nello Stato per Covid-19 hanno continuato a scendere, scendendo al di sotto dei 50 dopo essere rimasti intorno ai 60  per diversi giorni. Secondo i dati presentati dal governatore, Andrew  Cuomo, martedì ci sono stati 49 decessi. Cuomo ha affermato che si potrà ricominciare a mangiare all’aperto, con  alcune restrizioni, nelle aree dello Stato che sono entrate nella seconda fase della riapertura. Mentre New York City si prepara ad entrare nella  fase 1 il prossimo 8 giugno, il sindaco Bill de Blasio ha dichiarato che la città sta lavorando per aumentare il trasporto pubblico nelle ore di punta,  aggiungendo che verranno distribuite un milione di mascherine, che saranno  obbligatorie per i ciclisti.  

In Nevada alcuni dei più grandi resort e centri congressi di Las Vegas  sono pronti ad aprire le loro porte oggi.

In America Latina il Brasile e il Messico hanno entrambi riportato un numero record di vittime. Il Brasile ha registrato 1.349 morti e 28.633  nuovi casi in 24 ore per un totale di 32.548 vittime. Il  Messico ha invece riportato 1.092 morti in un solo giorno, circa il doppio del suo precedente record. Entrambi i Paesi hanno iniziato ad allentare le  misure di blocco volte a rallentare la crescita del virus. Come regione, l’America Latina ora ha più nuovi casi quotidiani e decessi di qualsiasi  altra nel mondo.    

RESTO DEL MONDO
Il numero totale di infezioni in India ha superato quota 200.000, dopo che il Paese ha allentato ulteriormente le restrizioni. L’India ha registrato oltre 8.000 nuovi casi per il quarto giorno consecutivo,  portando il totale a 207.615. Il numero di morti è aumentato di 217,  portando il bilancio delle vittime a 5.815.    

La Cina ha registrato un nuovo caso importato, portando il totale a  83.021, secondo la National Health Commission. Il bilancio delle vittime è di 4.634. Il settore dei servizi del Paese e’ uscito da una crisi di  tre mesi registrando una forte crescita a maggio ma ha continuato a  tagliare i posti di lavoro.  

La morte di un capo della polizia provinciale in Afghanistan ha sollevato preoccupazioni sul fatto che l’infezione possa diffondersi tra  le forze di sicurezza che combattono contro i talebani a Kunduz. Funzionari della sicurezza afgana hanno detto che stanno prendendo  provvedimenti per proteggere le loro truppe dal virus. Il Paese ha  riportato oltre 76.000 casi di Covid-19 e quasi 300 morti.    

Il ministero della Salute iraniano ha riportato 3.134 nuove infezioni  ieri, in prossimità del picco di marzo. Altre 70 morti sono stati  registrati durante la notte, portando il totale a 8.012 su 160.696 persone  infette. Il ministero ha affermato che il recente aumento dei casi e’ il  risultato della riapertura “necessaria” di molti luoghi di lavoro e aziende.   Israele ha chiuso 15 scuole ieri per cercare di contenere un focolaio di  coronavirus. Il Paese aveva gradualmente iniziato a riaprire la sua economia, comprese le scuole, poiché il numero di persone in fase di  guarigione aveva superato quello degli infetti.

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