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Gianluca Corti (AD WindTre): «Per realizzare la rete unica servono investimenti»

Servono importanti investimenti per realizzare la rete 5G stand-alone. Lo afferma Gianluca Corti, amministratore delegato di WindTre, nel suo intervento a “Telco per l’Italia”. «Speriamo che il 2023 sia l’anno della svolta per il 5G perché il made in Italy ha bisogno di connettività per aumentare la produttività e restare competitivo nel mondo», dice. «Per avere tutti i benefici di questa tecnologia, però, bisogna realizzare la rete 5G stand-alone che rende necessari, ancora una volta, ingenti investimenti da parte degli operatori».

«Per questo, chiediamo alle istituzioni di aiutarci a investire le nostre risorse, adeguando in primo luogo i limiti elettromagnetici ai livelli europei» ha aggiunto Corti. Sul rapporto tra Telco e Over the Top il ceo di WindTre ha rilevato come «la quantità di dati che passa sulla nostra rete è quadruplicata in pochi anni e la maggior parte di questi dati è immessa dagli hyperscaler senza pagare alcun “pedaggio”. Secondo uno studio di Etno, gli ott generano il 56 percento di tutto il traffico, ma in base alle nostre analisi si arriva a quote anche superiori».

«Pensiamo, quindi, che debbano partecipare agli investimenti sostenuti dalle Telco per adeguare l’infrastruttura ai loro servizi, in base al principio di “fair share”, citato più volte dal commissario Breton e, auspico, sostenuto anche dal ministro Urso e dal sottosegretario Butti» sottolinea Corti.

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