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Tommaso Corcos (presidente Assogestioni): «Incentivare gli italiani a investire di più: ecco la proposta»

Bisogna incentivare gli italiani a investire di più, per farlo Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni, propone al governo di abbassare l’aliquota di tassazione del 26% per i redditi di natura finanziaria, allineandola alla prima aliquota Irpef, al 23%.«La scelta di non investire rischia di trasformarsi in un eccesso di prudenza con effetti negativi tanto per il singolo risparmiatore che per il Paese».

«Il risparmio è sempre stata una virtù delle famiglie italiane e la pandemia non ha fatto altro che rafforzare questo processo» spiega in un’intervista a La Stampa. «I tassi ridotti degli ultimi anni hanno poi contribuito a trasformare la liquidità in una asset class che in parte ha sostituito i mercati obbligazionari nell’asset allocation. Questo processo ha una base razionale ma è andato oltre, forse anche a causa della forte riaccelerazione dei mercati azionari che ha preso molti in contropiede».

«La scelta di non investire rischia di creare effetti negativi tanto per il singolo risparmiatore che per il Paese», sottolinea. «Da questo punto di vista i fondi comuni, su cui è possibile investire anche attraverso i piani di accumulo, sono un’opportunità adatta a tutti per una pianificazione finanziaria di lungo termine».

«I risparmiatori devono certamente tenere in considerazione il rialzo dell’inflazione poiché i capitali lasciati fermi in strumenti come conti corrente o depositi non offrono nessuna prospettiva di rendimento. Invece, mettere al lavoro la liquidità in eccesso rispetto a quella detenuta per comprensibili scopi prudenziali significa guardare al proprio futuro e rendere raggiungibili quegli obiettivi di vita che comportano una spesa economica» osserva.

«Il nostro settore gestisce un patrimonio superiore a 2.500 miliardi di euro, siamo ai massimi storici. Dobbiamo continuare a sviluppare prodotti a misura degli investitori e gestirli con responsabilità, contribuendo anche allo sviluppo di una corretta cultura degli investimenti. Il settore ha dimostrato anche durante la pandemia, nei momenti di massima volatilità, di preservare il risparmio degli italiani e di gestire i portafogli nell’interesse degli investitori cogliendo le opportunità offerte dai mercati».

«Riteniamo che il futuro assetto fiscale debba essere incardinato sull’obiettivo di incentivare l’investimento a lungo termine quale volano per lo sviluppo e la crescita delle imprese italiane. L’aliquota di tassazione del 26% per i redditi di natura finanziaria costituisce un’anomalia rispetto ai sistemi che si ispirano al modello di tassazione duale, in quanto comporta un prelievo proporzionale superiore all’aliquota del primo scaglione dell’Irpef. Occorre invece avvicinare all’investimento anche i giovani e le fasce più deboli della popolazione. Per farlo, la chiave sta nel prevedere un adeguato incentivo fiscale», conclude.

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