Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Contro guerra e violenza arriva la nuova enciclica di Papa Francesco | L’analisi di Bruno Forte

Su Avvenire Bruno Forte commenta la Lettera Enciclica Dilexit nos, Sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo, nata – egli osserva – dall’esperienza spirituale di Francesco, che avverte il dramma delle enormi sofferenze prodotte dalle guerre e dalle tante violenze in corso e vuol farsi vicino a chi soffre proponendo il messaggio dell’amore divino che viene a salvarci.

Che cosa di così importante vuol dirci il Vescovo di Roma dedicando al Sacro Cuore un documento della rilevanza di un’Enciclica?

Il testo si apre sottolineando l’importanza del cuore, in particolare alla luce della Bibbia, dove con “cuore” s’intende il centro unificatore della persona.

In questo senso nella vita «tutto si gioca nel cuore» ed è dal cuore che provengono le domande vere.

Dove manca il cuore, «non è sviluppata nemmeno l’idea di un centro personale in cui l’unica realtà che può unificare tutto è, in definitiva, l’amore».

Di qui l’appello di Papa Francesco: «Andiamo al Cuore di Cristo … che è una fornace ardente di amore divino e umano ed è la massima pienezza che possa raggiungere l’essere umano».

Risponde a quest’invito la seconda parte dell’Enciclica, intitolata Gesti e parole d’amore, dove tra l’altro il Papa afferma: «Dio non ci ama a parole, si avvicina e nel suo starci vicino ci dà il suo amore con tutta la tenerezza possibile».

L’Enciclica – conclude Forte – può dunque essere considerata una sorta di compendio di quanto Papa Francesco ha voluto e vuole dire a ogni fratello o sorella in umanità: Dio ti ama e te lo ha mostrato nella maniera più luminosa nella vicenda di Gesù di Nazareth; guardando a Lui saprai di essere amato/a da sempre e per sempre e potrai riconoscere i doni, di cui il Padre ha voluto arricchirti; seguendo Lui potrai discernere la via per spenderli con amore lì dove nel Suo Spirito Egli vorrà condurti.

L’invito finale è a chiedere tutto questo al Signore, aprendo il nostro cuore al Suo e invocando la Sua venuta in noi, «per rafforzare la nostra capacità di amare e servire, per spingerci a imparare a camminare insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.