Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Contratti a tempo e giovani più colpiti nel mercato del lavoro

Il presidente della Fondazione Adapt (Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali), Francesco Seghezzi ha analizzato i dati dell’Istat sul mercato del lavoro che mostrano un calo degli occupati a tempo indeterminato nonostante il blocco dei licenziamenti ed evidenziano che a  pagare di più saranno i contratti a termine, i giovani tra 25 e 34 anni e le donne.

“Molto  probabile – ha detto all’AGI – che le persone con contratto a termine o a tempo  saranno quelli che in questa fase pagheranno di più perché, come ci dicono chiaramente i dati, non verranno rinnovati. Sui  274.000 occupati in meno ad aprile, 130.000 lavoratori sono a  tempo e 70.000 partite Iva, quindi c’è un impatto forte. Non è detto – ha aggiunto – che poi saranno gli stessi che quando ci  sarà una lenta ripresa e le aziende vorranno assumere saranno assunti”.  

“Si tratta – spiega Seghezzi – non dei giovanissimi ma della fascia in fase di stabilizzazione, è quella che ha perso di più nel mese di aprile: un comparto storicamente debole del  mercato del lavoro italiano. Le donne – ha concluso – hanno avuto un  impatto maggiore nella seconda fase del lockdown, si pensi a tutto il mondo dei parrucchieri, delle estetiste e della ristorazione che ha un’importante componente femminile che hanno riaperto dopo. Sono a rischio perché non sappiamo quando e se riprenderanno”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.