“Lo denunciamo da giorni: sui servizi all’infanzia con il Piano Strutturale di Bilancio (Psb) di medio termine il governo sceglie di differenziare gli standards regionali da quelli nazionali, con ciò aggravando i divari invece di colmarli.
Anziché cercare una soluzione per garantire alle bambine e ai bambini servizi educativi diffusi e di qualità su tutto il territorio nazionale si individua un obiettivo regionale del 15%, lasciando inalterato quello nazionale al 33%.
Così si allontana sempre più il nostro Paese dagli standards europei.
Una volontà, quella del governo, che riteniamo ingiusta e fortemente penalizzante per i bambini, le famiglie, i lavoratori, il Paese”.
Lo scrive in una nota Fp Cgil.
“Il rischio sempre più concreto è, ancora una volta, il definanziamento dei Servizi Educativi.
Al contrario, noi riteniamo che sia sempre più urgente dare corso ad un piano straordinario di assunzioni che garantisca in tutti i territori di raggiungere il 45% di copertura dei servizi all’infanzia al 2030, come sancito dal target europeo”, conclude la nota.








