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Consumi: si riduce la fiducia degli italiani nel futuro | Lo scenario

In Italia si riduce la fiducia dei consumatori nel futuro e crescono le preoccupazioni, mentre una larga maggioranza del Paese guarda al risparmio nelle spese.

È quanto emerge nel “Rapporto Coop 2024 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop che analizza le abitudini dei consumatori italiani con un’attenzione particolare al loro rapporto con il cibo.

LA GUERRA

Il rapporto parte da una considerazione sulla situazione geopolitica in cui emerge che la maggioranza degli italiani (il 55%) si dice favorevole alla reintroduzione della leva militare obbligatoria e il 65% ritiene inoltre necessario l’intervento militare nel caso in cui la Nato lo richiedesse mentre un 15% del campione è anche favorevole all’invio di truppe di terra.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Il 55% dei manager intervistati nella survey “LookingForward” ritiene che l’Italia subirà i maggiori effetti in Europa del cambiamento climatico per via della sua posizione geografica.

Il 37% degli intervistati, inoltre, considera tra i principali rischi del surriscaldamento del Pianeta anche la difficoltà di approvvigionamento di materie prime e il 52% considera certo l’aumento dei costi operativi.

FIDUCIA PER IL FUTURO IN CALO

In Italia la quota di persone che guardano con fiducia al futuro si è ridotta del 4% tra il 2022 e il 2024 mentre sale la quota di quelli che hanno timore nel futuro (+11%).

Il rapporto spiega che le giovani generazioni (52%) sono più mobilitate rispetto alla media europea ad attivarsi per cercare di cambiare la società in cui vivono con un 52% rispetto al 48%.

Lo studio identifica poi come il 55% degli italiani è alle prese con una vita ben diversa dalle proprie aspettative di partenza molto spesso in senso peggiorativo (44% del campione).

I SEGNALI ECONOMICI POSTIIVI

Tra i segnali positivi, il potere d’acquisto nel Paese è ritornato ai livelli pre-pandemia, il numero di italiani che ammette di aver vissuto situazioni di profondo disagio è sceso quest’anno a 12 milioni dai 20 milioni di persone del 2022 e la quota di famiglie in difficoltà preparate ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro è passato dal 45% dell’anno precedente al 33%.

Nonostante i dati incoraggianti, per il rapporto Coop restano ampie le difficoltà sociali.

CONSUMI A LIVELLI PRE-PANDEMIA

I consumi in termini reali sono tornati ai livelli pre-pandemia (+0,3% nel 2023 rispetto al 2019), spinti dal recupero dei redditi, ma sono limitati più che in passato dalle spese obbligate delle famiglie.

Nello specifico, il 75% del campione intervistato considera il risparmio il primo criterio di scelta negli acquisti sia che si tratti di riempire l’armadio sia di scegliere un’auto (sono 15 milioni gli italiani che hanno rinunciato all’acquisto di una nuova vettura nel 2024), mentre rimane inaccessibile per molti la casa di proprietà (-2,1% le compravendite nel corso di quest’anno).

CALANO VENDITE TECH, CRESCE MERCATO SECONDA MANO

Anche i prodotti tecnologici hanno perso buona parte della loro attrattività e le vendite a volume nell’ultimo anno sono scese di oltre il 6%, in particolare per smartphone e accessori (-7,4% per quasi un milione di pezzi in meno venduti su base annua) e anche tv e pc registrano cali significativi (mentre crescono prodotti tech per la cucina e il beauty).

Molti italiani preferiscono riparare gli oggetti piuttosto che sostituirli (il 26% con maggiore frequenza in prospettiva) e ricorrono ai prodotti di seconda mano (nelle prossime intenzioni di acquisto dichiarate dal 24%).

LARGO CONSUMO TORNA IN POSITIVO

Dopo 4 anni di crescita dei prezzi, che hanno messo in difficoltà gli acquisti degli italiani e la loro stessa identità alimentare, nel 2024 l’inflazione si azzera e i volumi del largo consumo tornano in positivo (+0,9% nel primo semestre 2024 rispetto al 2023).

Guardando ai canali iper, super e libero servizio le vendite a volume sono state superiori a quelle del 2019 del 3,9%.

Il cibo rimane l’unico comparto in cui tagliare la spesa è una opzione solo per una ristretta minoranza degli italiani (10%), mente il 21% del campione dichiara che aumenterà la sua spesa per i generi alimentari.

NUOVI TREND ALIMENTARI

Si afferma infine un trend salutista, con 24,8 milioni di famiglie che comprano cibo biologico e 9,6 milioni di italiani che nei prossimi mesi ne aumenteranno l’acquisto.

Le generazioni più giovani mostrano pragmatismo e rispetto per l’ambiente nelle spese alimentari, il 51% considera il prezzo il fattore su cui basa la sua decisione mentre il 58% sceglie prodotti di stagione e il 39% privilegia freschezza e qualità.

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