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Confcommercio Lombardia: indennizzi e contributi a fondo perduto nella Fase 2

Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza del presidente Sangalli, lancia l’allarme. “Del tutto insufficienti le misure messe  in campo finora per le imprese e il lavoro autonomo per far  fronte all’emergenza Covid-19. Il 92% delle imprese sottolinea  la sproporzione assoluta fra il danno economico subito con il lockdown e le risorse finora stanziate (e in moltissimi casi non  ancora arrivate): servono indennizzi e contributi a fondo  perduto. Il 55% delle imprese del commercio, del turismo e dei  servizi ha fatto ricorso alla cassa integrazione, in particolare  nel turismo/ristorazione (70%), ma nel 95% dei casi i dipendenti  non hanno ancora ricevuto i soldi”.

Questo è quanto emerso da un sondaggio sull’impatto economico del Covid-19 per le imprese del terziario e le misure di sostegno che la Cnfcommercio lombarda ha proposto sul proprio sito web e alle cui domande è stato possibile rispondere in forma anonima e i cui dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi. Hanno risposto 1752 fra  imprese e attività professionali dal 30 aprile al 3 maggio: il  90% piccole imprese (fino a 9 addetti). Ha risposto all’indagine  di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza in particolare  chi è ancora chiuso o da poco può agire solo in modo fortemente ridotto: ristorazione 28,79%, dettaglio non  alimentare 20,15%. Per il 92% di chi ha risposto alle domande è assolutamente negativa la coerenza fra il danno economico da Covid-19 e le risorse finora stanziate. Quota che si alza al 95% nelle imprese  turistiche e di ristorazione. Cassa integrazione: richiesta dal  55% delle imprese, ma nel 95% dei casi non e’ stata ancora  erogata ai dipendenti.  Fra le misure che le imprese del terziario ritengono  prioritarie, quasi il 76% indica gli indennizzi e i contributi a  fondo perduto. Posticipare le scadenze fiscali viene segnalato  dall’11,5%. 

Nel dettaglio le domande e la l’analisi dei dati pubblicati dal sito di Confcommercio lombarda.:

RAPPORTO CON LE BANCHE: GIUDIZIO NEGATIVO
Tra i sostegni  destinati alle imprese e ai lavoratori autonomi con i  provvedimenti governativi (decreti Cura Italia e Liquidita’)  l’intervento finora piu’ diffuso e’ stato il contributo Inps di  600 euro, indicato dal 91,5% dei rispondenti. Per quanto  riguarda i finanziamenti bancari – soprattutto il prestito fino  a 25mila euro con il 100% di garanzia dello Stato – il giudizio  e’ molto critico sulle modalita’ e i tempi di risposta degli  istituti di credito. Il 35,8% ha espresso un giudizio totalmente  negativo, ma nel complesso l’80% giudica insufficiente la  risposta delle banche. 

PRONTI A GARANTIRE I LIVELLI DI SICUREZZA RICHIESTI?  
Distanziamento dei clienti, dispositivi di protezione  individuale, sanificazione: sono pronte le imprese a garantire i  livelli di sicurezza richiesti? L’82,3% ha dichiarato di si’. In  particolare il commercio (90,5%). 

L’APPLICAZIONE DI QUESTE MISURE E’ COMPATIBILE CON IL FAR QUADRARE I CONTI?
Il 70,7% di chi ha risposto all’indagine  sostiene che le misure di prevenzione del contagio comporteranno  maggiori costi in un quadro di mercato difficile che non  consente di recuperare le perdite di ricavi accumulate fino ad  oggi. Particolarmente pessimisti (87,5%) gli operatori del  comparto turistico e della ristorazione. 

RIAPRIRE SUBITO?
Si’ dal 75% delle imprese del commercio e dal  53% delle imprese di servizi; nella ristorazione si dichiara  pronto il 43%. Nei servizi alla persona l’87% vuole riaprire  appena le norme lo consentiranno. Pochissime imprese hanno,  invece, intenzione di chiudere definitivamente: il 2%. La  chiusura definitiva e’ in particolare prospettata dagli asili  nido privati (10%).

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