Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, si è incontrato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Bellanova, Catalfo, Gualtieri e Patuanelli. L’incontro è servito per fare il punto del comparto all’inizio della fase 2 dell’emergenza Coronavirus.
Durante l’incontro si è parlato di semplificazione e strumenti immediati per favorire la ripresa economica e la tenuta del settore agroalimentare, che, nonostante le difficoltà, ha proseguito l’attività garantendo in questi mesi gli approvvigionamenti. “Il lockdown dei pubblici esercizi ha influito negativamente sui consumi, innescando un drastico calo della domanda da parte dei canali Ho.Re.Ca e del commercio estero. – ha detto Giansanti a margine dell’incontro- alcuni comparti agricoli sono in forte sofferenza o fermi del tutto”.
Le richieste di Confagricoltura
Il comparto ha chiesto al Governo di fare parte del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti lavoro”, che dispone misure per la sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro con la riapertura delle attività produttive. Finora il settore primario è stato escluso dalla firma dell’accordo, ma a riguardo c’è stata un’apertura da parte dell’esecutivo.
“Abbiamo avanzato la richiesta di un fondo straordinario per aiutare questi settori – ha detto Giansanti – molte aziende hanno trovato soluzioni organizzative adattandosi alle richieste di sicurezza e sanitarie, senza interrompere la produzione ed esponendosi economicamente alle nuove esigenze. Per la ripartenza, quindi – ha aggiunto – occorre mettere celermente in atto una serie di strumenti per le imprese”. Confagricoltura, nello specifico, si concentra nell’immediato sul credito di imposta e l’estensione a tutti i datori di lavoro agricolo delle agevolazioni contributive adottate per i territori montani particolarmente svantaggiati. Necessario anche velocizzare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione per dare fiato alle imprese e, sulla questione manodopera, dare risposte concrete, perché si è in forte ritardo.
Giansanti ha concluso. “Necessaria anche una visione a lungo termine per ripartire. Con le amministrazioni si deve sviluppare una strategia nazionale per accompagnare l’agricoltura in questa fase, basandosi sulle difficoltà che caratterizzano il settore e che con la diffusione del Coronavirus hanno frenato la continuità economica delle aziende. Tra questi ricordiamo il digitale, l’innovazione, la semplificazione, il lavoro e la formazione”.
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