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CNEL: i fondi stanziati per la riforma dell’IRPEF non sono sufficienti

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Gli 8 miliardi stanziati dalla manovra per la riduzione delle tasse, “a maggior ragione se ripartiti su due imposte”, ovvero Irpef e Irap, “non paiono sufficienti a realizzare una riforma strutturale dell’Irpef, che è il vero nodo della riforma nonché il campo di elezione dove coniugare equità e sostenibilità”.

Lo afferma il Cnel nella memoria sulla legge di bilancio depositata in occasione dell’audizione sul ddl presso le Commissioni di Camera e Senato.

“Se un intervento radicale sull’Irpef appare necessario in un’ottica di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie di lavoratori e pensionati, operazioni sull’Irap rischiano di pregiudicare le risorse che le Regioni destinano alla sanità. – prosegue il Cnel – Dal lato delle imprese, peraltro, le parti sindacali rilevano che un intervento sull’Irap drenerebbe risorse necessarie alla riforma onnicomprensiva del fisco, di cui beneficerebbe l’intera collettività e non solamente le imprese.

È opportuno sollecitare una operazione di razionalizzazione dei trasferimenti in conto corrente e capitale alle imprese, che andrebbero ricondotti a un disegno ordinato e coerente di politica industriale”.

Per quanto riguarda un altro dei nodi essenziali della manovra, quello delle pensioni, il Cnel nota come da parte sindacale si reputi che quota 102 e la proroga di opzione donna “non rappresentino una risposta alle attese e alle necessità dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Le misure in tema previdenziale contenute nel disegno di legge “intercetteranno solo una minima parte di chi è escluso da quota 100 e opzione donna, a causa dell’innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti.

Si reputa invece utile – si legge nella memoria – l’ampliamento delle categorie identificate come gravose per l’accesso all’Ape sociale (che andrebbero tuttavia estese a quelle previste dalla Commissione Damiano). Ma anche in questo caso siamo di fronte a un approccio parziale. Serve invece una riforma vera e complessiva del sistema previdenziale” che tenga conto in particolare di donne e giovani.

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