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Claudio Tito (La Repubblica): «Torna di moda il voto prima della fine della legislatura, ma sarebbe un danno per il Paese»

“In politica il caos non è mai generatore di ordine. Semmai produce esiti irrazionali e imprevisti. Che in questo caso possono assumere la forma pericolosa delle elezioni anticipate”. È quanto paventa Claudio Tito che firma l’editoriale odierno su Repubblica.

“Perché – scrive – quel che sta accadendo a Montecitorio per la scelta del nuovo presidente della Repubblica sta dimostrando che tutto sta andando fuori controllo. E che l’unica soluzione che questo Paese non può tollerare, ossia il voto prima della scadenza naturale della legislatura, rischia di trasformarsi in un’opzione possibile”.

“Il senso di responsabilità dovrebbe invece cancellarla dal novero delle soluzioni praticabili. Eppure non è così. Anzi oggi, quando centrosinistra e centrodestra si siederanno al tavolo per provare a discutere una candidatura unitaria, tutto si svolgerà sotto l’imponente ombrello dell’ipocrisia e soprattutto alla presenza di un convitato di pietra che tutti nascondono e nessuno accetta di svelare: le elezioni nella prossima primavera. Pensare di poter realizzare un blitz su un candidato di parte senza conseguenze, significa infatti aver smarrito il principio di realtà.

“Salvini, invece, questo tentativo lo sta compiendo. È un disegno politico. Non è e non può essere frutto del caso. Vuole sostituire Sergio Mattarella con la presidente del Senato Casellati. Non è in discussione il diritto di una formazione politica ad avanzare nomi e suggestioni. Ma la Lega e Forza Italia fanno parte di una maggioranza di governo. Eleggere un capo dello Stato contro gli altri che sostengono l’esecutivo, non sarebbe senza conseguenze: equivale a provocare una rottura. In questo contesto difficilmente sanabile.

“Ma l’Italia si può permettere tutto questo? Si può permettere di paralizzare l’attività per almeno tre, quattro o cinque mesi in attesa che si formi un altro governo? Può farlo con tutte le difficoltà che la sfida del Pnrr presenta ogni mese se non ogni giorno? Si possono inoltre mettere in fila milioni di italiani mentre il Covid continua a mietere contagi? E soprattutto si può sospendere il Paese mentre l’Europa e la Nato sono sotto pressione per la crisi in Ucraina che potrebbe volgere al peggio se la Russia decidesse di invadere? Il Parlamento e i parlamentari – conclude Tito – hanno il dovere di porsi queste domande infilando nel bussolotto le loro schede”.

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