Il centrodestra che si avvicina alle elezioni amministrative – osserva Claudio Cerasa sul Foglio – viene spesso descritto come una coalizione molto divisa, molto tumefatta, molto sofferente.
E l’impressione, come forse direbbe Klemens von Metternich, che il centrodestra italiano sia solo una allegra espressione geografica potrebbe essere confermata dal fatto che sul sostegno all’Ucraina, impazzimento degli impazzimenti, il partito del centrodestra più vicino alla linea del governo è quello che si trova fuori dalla maggioranza, ovvero Fratelli d’Italia, e dal fatto che alle amministrative in alcune città importanti il centrodestra si presenterà estremamente diviso.
Eppure esiste un collante invisibile che in modo carsico sta sorprendentemente creando all’interno del centrodestra quello che maliziosamente si potrebbe dire un campo largo. Un campo largo che accomuna la leadership ufficiale di Fratelli d’Italia, la leadership unica di Forza Italia, le leadership ombra della Lega e che ha come unico e inconfessabile obiettivo quello di desalvinizzare il centrodestra italiano.
In fondo, la forza vera di Giorgia Meloni, è quella di essere percepita come l’unica leadership in grado di tenere lontana la coalizione dall’effetto Przemysl, dal rischio cioè che ogni passo in avanti di un centrodestra a trazione salviniana possa fare i conti con gli stessi fantasmi del passato mostrati a Salvini dal sindaco Pawel Zastrowski durante la scampagnata in Polonia.
In fondo, il vero sogno inconfessabile di Silvio Berlusconi, e della sua Forza Italia, è quello di poter federare i due partiti, Lega e FI, non per consegnare la sua dote a Salvini ma per poter esercitare, da presidente, la sua egemonia, e trasformare Salvini in un portavoce influencer della nuova federazione.
In fondo, per concludere, è questo il vero sogno inconfessabile, e in verità sempre più confessabile, da parte di una Lega di governo che negli ultimi mesi ha compiuto il percorso opposto a quello tentato da Salvini.
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