Claudio Cerasa sul Foglio parla del “filo conduttore” che sta portando alla caduta di molti tabù in questa delicata fase storica: “la forza della società aperta”.
“L’immagine del primo ministro finlandese a passeggio con la sua omologa svedese in direzione Nato – scrive il direttore – è un’immagine molto potente non solo per il suo indubbio significato storico ma anche per la capacità di rappresentare al meglio una caratteristica che sembra dominare da mesi la politica europea: la caduta dei tabù.
È la caduta di un tabù, quello della neutralità, che mostra la punta di un iceberg molto più grande sopra il quale l’Europa sembra essersi seduta da tempo. Cadono i tabù sulla Nato. Cadono i tabù sulle sanzioni. Cadono i tabù sulla difesa. Cadono i tabù sulle armi. Cadono i tabù sul Patto di stabilità. Cadono i tabù sull’energia. Cadono i tabù sul nucleare. Cadono i tabù sulla transizione ecologica. Cadono i tabù sull’utilizzo delle rinnovabili. Cadono i tabù sull’Europa. Cadono i tabù a sinistra. Cadono i tabù nella Chiesa. Cadono i tabù tra i nemici del mercato. Cadono i tabù sulla competenza. Cadono i tabù sulle élite. Cadono i tabù sugli utili idioti del putinismo. Certo.
E quando si parla dell’impensabile che diventa possibile – sottolinea Cerasa – non si può fare a meno di farsi sfiorare dall’idea che mai come in questa stagione in cui i tabù cadono come birilli anche la vittoria di Marine Le Pen potrebbe essere meno difficile rispetto a qualche anno fa.
Non impossibile naturalmente non significa probabile e la verità che spesso non vogliamo ammettere a noi stessi è che i molti tabù che sono stati abbattuti negli ultimi anni, con la pandemia prima e con la guerra oggi, si presentano tutti in modo diverso ma alla fine hanno tutti un unico filo conduttore.
Un filo conduttore all’interno del quale il populismo si presenta sempre come parte dei problemi, e non parte delle soluzioni. All’interno del quale il rafforzamento dell’Europa costituisce lo scudo migliore per proteggere il popolo dalle truffe del protezionismo. E all’interno del quale la promozione della società aperta, in tutte le sue sfaccettature, tende a coincidere con tutto quello che i totalitarismi non saranno in grado di tenere insieme: benessere, democrazia e libertà”.
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