“Questo secolo nel nuovo millennio non smette di spaventarci. Abbiamo iniziato (2001) con l’attentato alle Torri Gemelle che ha dato il via al terrorismo internazionale; abbiamo proseguito nel 2008 con la crisi finanziaria globale peggiore di quella del ‘29 e che per noi è durata diversi anni, per poi entrare nella crisi del 2020 da Covid che ancora ci coinvolge ma dalla quale stiamo faticosamente uscendo”.
Lo sostiene l’economista Innocenzo Cipolletta.
“Da ieri siamo entrati in una crisi militare con la guerra in Ucraina invasa dalla Russia con conseguenze che non possiamo neppure immaginare. Avremo scarsità di energia, aumento di prezzi, tensioni sui mercati finanziari, possibili interruzioni dei flussi di finanza, squilibri nei conti esteri, senza contare i rischi di un allargamento geografico delle tensioni militari. Tutti i discorsi sulla transizione energetica e ambientale rischiano di essere rinviati” sostiene Cipolletta dalle colonne del magazine digitale Inpiù.net.
“In un mondo interconnesso è da aspettarsi un susseguirsi di eventi che, seppure nati in specifiche zone del mondo, finiscono per ripercuotersi rapidamente in tutti i paesi. È questa la nuova normalità e da questa situazione ci si difende solo rafforzando le strutture interne, consolidando l’integrazione europea e lavorando per un sistema mondiale regolato dove le guerre siano effettivamente bandite perché non portano soluzioni ma solo problemi ancora maggiori di quelli che avrebbero voluto risolvere” conclude Cipolletta.
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