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Laura Castelli (viceministra Economia): «Nel 2020 il 26 per cento di aziende a rischio insolvenza. Ecco come le abbiamo aiutate»

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Il decreto “Crisi d’Impresa” è nato con l’obiettivo di dare modo agli imprenditori di «accordarsi coi creditori, ricorrendo a strumenti più facili e snelli, il più possibile fuori dai Tribunali». Lo afferma sui social, la viceministra dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, che sottolinea come l’iniziativa sia «un chiaro segnale di fiducia nei confronti di questi imprenditori».

La viceministra, dopo essere intervenuta al convegno “Prevenzione e gestione della crisi: una nuova cultura d’impresa”, organizzata, tra gli altri, dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dalle locali Sezioni dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha aggiunto: «Alla fine del 2020 si prevedeva il 26% in più di aziende in insolvenza. Un dato spaventoso che ci ha, da subito, fatto introdurre norme a sostegno delle imprese, ma anche disposizioni che dessero più tempo, a quelle in crisi, di riorganizzarsi».

«A Benevento ho partecipato ad un’importante occasione di confronto, con professionisti ed operatori del settore, anche in previsione della fase parlamentare di conversione del Decreto» aggiunge Castelli. «Quanto fatto, fino ad oggi, rappresenta il primo tassello di un progetto molto più ambizioso. La piccola e media impresa, il mondo dell’artigianato, hanno fatto grande il nostro Paese ed oggi possono dare una spinta decisiva alla ripartenza. Serviranno altre misure da introdurre velocemente, come quelle di re-shoring o ulteriori iniziative per favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Ma siamo sulla buona strada. L’Italia riparte anche da qui».

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