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Sabino Cassese (costituzionalista): «La polizia carceraria si è attribuita il potere illecito di punire»

Il costituzionalista Sabino Cassese prende spunto dalla vicenda dei pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e parla della moralità che serve allo Stato. «Il grande sociologo Max Weber» sottolinea il giudice emerito della Corte costituzionale «ha scritto che lo Stato ha il monopolio dell’uso della forza, in vista dell’attuazione dell’ordinamento, aggiungendo, però, che tale uso deve essere legittimo».

«I manganelli adoperati a Santa Maria Capua Vetere erano gli stessi di quelli della polizia di Scelba. Ma quest’ultima li adoperava (non sempre) per impedire illegittimità o reprimerle, nel carcere campano sono stati adoperati per arrogarsi un illecito potere di punire».

«Carabinieri e magistrati hanno in qualche caso commesso il tipo di reati che dovevano perseguire, dalla truffa allo spaccio di droga. I vertici della polizia penitenziaria, dichiarando la propria incolpevolezza perché ignoravano l’accaduto, hanno implicitamente rivelato la loro incapacità».

«Ma, indipendentemente dal corso della giustizia, che cosa farà lo Stato per ristabilire la sua moralità in futuro, per evitare il ripetersi di questi fenomeni? Ecco un piccolo elenco delle azioni necessarie in uno Stato ben ordinato. Innanzitutto, quello che è accaduto dentro e fuori di caserme e carceri, i reati commessi da coloro che amministrano la giustizia, dall’ultimo secondino al più alto magistrato, sono casi isolati o mali diffusi?»

«In secondo luogo, siamo sicuri che alla macchina siano preposte le persone giuste? Terzo: c’è un deficit formativo. Chi, nelle caserme e nelle carceri, è in contatto con accusati e condannati dovrebbe conoscere quel che la Costituzione dispone sulla dignità di uomini e donne e quello che Bettiol, Leone, Moro intendevano quando, alla Costituente, scrissero che la pena non deve esser contraria al “senso di umanità” e deve “tendere alla rieducazione del condannato”».

«Quarto: in questo ripristino della moralità dello Stato occorre che si impegnino anche i molti capaci e meritevoli addetti ai lavori, le stesse forze dell’ordine e gli stessi magistrati. Magistrati e forze dell’ordine hanno il compito di difendere i cittadini. Ora si ha l’impressione che in qualche caso le parti siano invertite: i cittadini debbono difendersi da magistrati e forze dell’ordine. Bisogna correre ai ripari, ristabilire la moralità dello Stato, restaurare l’immagine del potere pubblico».

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