L’Italia è uno dei tre pilastri di Stellantis nel mondo, insieme e Francia e Stati Uniti. E resterà tale. Parola di Carlos Tavares, ceo del terzo gruppo automobilistico globale per ricavi, che, in un’intervista al Sole 24 Ore, dà rassicurazioni circa il futuro. “Il dialogo che abbiamo con i sindacati e il nostro personale in Italia è eccellente e siamo molto grati per la comprensione del cambiamento che dobbiamo mettere in atto per assicurare la sostenibilità del gruppo e delle nostre le attività in Italia”, afferma il manager, “tutti sanno che Stellantis poggia su tre pilastri storici per crescere. L’Italia è un pilastro con Fiat. Gli Stati Uniti sono un altro pilastro con Chrysler. E Francia è un altro pilastro con Peugeot. Siamo molto consapevoli del fatto che nei Paesi in cui abbiamo le nostre radici è sempre meglio essere in linea con quanto è richiesto dai rispettivi governi”.
“Voglio ricordare, però, che le decisioni che stiamo prendendo sono una conseguenza delle scelte del Parlamento europeo”, spiega Tavares, “questa è una delle ragioni per le quali abbiamo un dialogo davvero buono con le parti sociali in Italia. Loro capiscono che noi – dipendenti, sindacati e azienda – dobbiamo gestire una transizione che non abbiamo deciso noi. E la stiamo mettendo in atto. Credo, quindi, che Gianni Agnelli avesse assolutamente ragione: l’interesse dell’azienda è l’interesse dell’Italia e viceversa”.
Quanto a Mirafiori, il ceo di Stellantis risponde a quanti rimproverano il Gruppo di non fare abbastanza per rilanciare la produzione in una fabbrica che ha fatto la storia. “In Italia siamo al 63% della nostra capacità produttiva e saremmo pronti a raddoppiare la produzione della 500 elettrica a Torino”, precisa l’ad, “ma l’Italia ha un problema, riscontrabile nella struttura del suo mercato: ha la quota di segmento B (utilitarie, ndr) più grande, se confrontata con quella degli altri Paesi europei. Questo ci dice che la questione dell’accessibilità è molto importante per le famiglie italiane”.
Che cosa potrebbe accadere in mancanza di un adeguato sostegno pubblico? Il destino di Mirafiori potrebbe essere in bilico?
“Le cose non stanno così”, replica Tavares, “ed è nostra responsabilità spiegare qual è la nostra visione del Piano 2030 per il Mirafiori automotive park. Non lo abbiamo presentato dettagliatamente finora e penso che sia arrivato il momento di farlo. Sarà un altro segno della nostra capacità di essere resilienti, che i mercati finanziari ci riconoscono. Credo che sarà uno dei maggiori Automotive park di Stellantis nel mondo. Continueremo ad avere un’attività molto intensa di design. Tutti i più bei modelli di Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth nascono a Mirafiori, per non dire di Maserati. Continueremo così. Sarà molto forte anche la parte di ingegneria e attività tecnologica, che stiamo rinforzando. E poi la ricerca sulla chimica delle batterie, il cuore stesso dei veicoli elettrici.
Abbiamo anche un centro mondiale di ingegneria del software con mille ingegneri. e il centro per la guida assistita e autonoma. Abbiamo parlato in altre occasioni dell’hub per l’economia circolare. Ma Mirafiori, oltre che hub per la mobilità sostenibile, sarà sempre un centro di produzione, dalle 500 elettriche, grazie agli incentivi, alle Maserati elettriche per il rilancio di questo brand fantastico, all’assemblaggio dei cambi doppia frizione elettrificati per tutto il gruppo destinati a modelli ibridi e ibridi plug-in, già dalla seconda metà del 2024″.








