La manovra all’esame del parlamento presenta un problema di metodo e uno di sostanza. Lo scrive Carlo Cottarelli su Repubblica: “Sul metodo, è chiaro che il processo parlamentare seguito per l’approvazione della legge di bilancio è stato, a dir poco, anomalo.
Con le elezioni a fine settembre – scrive l’editorialista – la legge è stata presentata in Parlamento con grande ritardo rispetto alle scadenze previste: doveva arrivare alle Camere entro il 20 ottobre, è arrivata più di un mese dopo.
Non mi meraviglierei se la versione finale della legge contenesse, diciamo, qualche imperfezione”.
A tale proposito Cottarelli ricorda la possibilità di ricorre all’esercizio provvisorio, il quale comporta, ricorda Cottarelli, “che la spesa pubblica in ogni mese sia pari a un dodicesimo di quella dell’anno precedente. Certo non è una buona pratica.
Fino alla fine degli anni ’80, il ricorso all’esercizio provvisorio era diventato troppo frequente e rivelava una cronica incapacità di rispettare i termini fissati dalla legge.
Ma un conto – sottolinea Cottarelli – è ricorrere a questa pratica senza motivo; un altro è ricorrervi quando ci sono elezioni in autunno e per un periodo breve (diciamo un paio di settimane).
Sulla sostanza, la legge di bilancio esce dal processo parlamentare non troppo cambiata rispetto a come era entrata.
Il governo ha fatto marcia indietro su alcune cose, e ha fatto bene: tra cui forse la più significativa a livello di immagine riguarda l’obbligo del Pos, la cui abolizione per certe operazioni aveva sollevato serie obiezioni anche a livello europeo.
Ma l’impianto generale resta lo stesso. È una legge di bilancio piuttosto stretta dal punto di vista macroeconomico, anche se, occorre riconoscerlo, il quadro complessivo di bilancio (obiettivi di deficit e debito) era stato approvato anche da buona parte delle opposizioni.
Tenendo conto del tetto all’uso del contante, e dei tentati provvedimenti su Pos e scudo penale, l’impressione generale è quella di una strizzatina d’occhio all’evasione.
Detto questo, i veri giochi si faranno in futuro e riguarderanno soprattutto due aree: l’implementazione del Pnrr, senza ritardi, e la riforma fiscale la cui legge delega – conclude – dovrebbe essere presentata in Parlamento prossimamente, forse (si dice) già a febbraio”.
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