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Carlo Cottarelli (economista): «Un rapido rimbalzo dell’economia italiana è possibile. Ma solo a queste condizioni»

Che prospettive ci sono effettivamente per una rapida ripresa, intesa come fase di ritorno alle condizioni in cui eravamo a fine 2019? Secondo Carlo Cottarelli «un rapido rimbalzo è possibile a patto che si rispettino alcune condizioni. Per cominciare, è necessario che le imprese ancora sottoposte ai vincoli non siano danneggiate a tal punto da non poter riprendere, attenuando, con adeguati sostegni finanziari, l’impatto delle restrizioni».

«Ha fatto quindi bene il governo ad approvare in deficit un nuovo stanziamento di risorse per il sostegno alle imprese. I rischi derivanti da un debito pubblico sempre più alto restano, ed è inutile far finta che non esistano. Ma al momento occorre prendersi quei rischi, per ora ridotti dall’intervento della Bce».

«Una questione non irrilevante – prosegue – è quella della moratoria sul servizio dei prestiti che scade a fine giugno. Anche in questo caso potrebbe essere necessario un ulteriore posticipo. Non mi scandalizzerebbe neppure un piccolo nuovo prolungamento del blocco dei licenziamenti».

«Detto questo, la componente principale della ripartenza resta il piano vaccini. I numeri dei casi problematici sono incredibilmente bassi e i rischi maggiori derivano ancora dalla mancata vaccinazione. Il governo dovrebbe rafforzare la campagna di comunicazione perché sarebbe grave se la gente non si volesse vaccinare».

«Infine, credo sarebbe anche il momento di rivedere alcune restrizioni introdotte in passato. Se il contagio all’aperto è molto raro, perché non consentire ai ristoranti di aprire per chi vuole mangiare all’aperto? Perché non consentire più elasticità per chi segue stretti protocolli di sicurezza? È ancora necessario il coprifuoco anche per chi cammina da solo dopo le 22? Credo che il governo debba considerare, a questo punto, un approccio più mirato di quello usato finora».

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