“Noi ci siamo fatti una storia tutta italiana sul negoziato sul Patto di Stabilità, ovvero che ci fosse uno scambio Mes-Patto di Stabilità, che però all’Ecofin non è mai emersa come narrativa.
I presidenti dell’Ecofin e il direttore generale del Mes hanno sempre detto che l’accordo sul Patto di Stabilità doveva essere trovato a prescindere dalla posizione italiana sul Mes e quindi non c’è mai stato do ut des”.
Lo ha detto a Class Cnbc Carlo Altomonte, professore associato di Economics e direttore del Pnrr Lab dell’Università Bocconi di Milano.
“Prova ne è che le richieste italiane dello scorporo degli investimenti sul green, sulla difesa e sul digital, come regola strutturale di finanza pubblica, non sono mai state messe al voto.
Non erano nella proposta della Commissione e non sono mai entrate nel negoziato.
Tutto quello che l’Italia è riuscita a portare a casa, un pezzo non banale del risultato, è il tentativo della Germania di irrigidire la proposta originaria della Commissione con dei numeri quantitativi che in qualche modo condizionano l’evoluzione dei saldi di debito e di deficit”, ha spiegato il professore.
“L’Italia e la Francia hanno portato a casa anche che di fatto per i prossimi tre anni non dovranno fare niente di diverso rispetto a quello che si sono già votate.
Questa è una buona polizza per Meloni e Macron i cui governi scadono nel 2027″, ha proseguito Altomonte.
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