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Cambio di passo sulle rinnovabili: 6 Gw nel 2023 | Lo scenario

La lezione della crisi energetica è servita.

Dopo dieci anni in cui si erano fermate, complice il gas di Putin a buon mercato, le rinnovabili hanno ripreso a correre in Italia.

Quest’anno se ne installeranno 6 gigawatt di nuove.

È il doppio rispetto ai 3 gigawatt del 2022.

Ma soprattutto, è sette volte quello che installava ogni anno fino al 2020.

La buona notizia sulla ripartenza delle fonti pulite l’hanno data oggi Anie Federazione ed Elettricità Futura, le organizzazioni delle imprese elettrotecniche, elettroniche ed elettriche italiane.

A un convegno a Roma sull’eolico offshore, hanno detto che nel 2023 prevedono che saranno installati 6 gigawatt di nuove fonti pulite, soprattutto eolico e fotovoltaico.

Secondo Terna, a fine 2022 la potenza totale rinnovabile nel nostro paese era pari a 61 Gw.

Anie ed Elettricità Futura calcolano che servano 76 Gw di nuove rinnovabili in Italia dal 2024 al 2030, per centrare l’obiettivo dei 143 Gw previsto dal piano europeo di transizione energetica RePowerEu.

Considerando che circa 8 Gw degli impianti esistenti dovranno essere sostituiti perché obsoleti, per raggiungere i 143 GW al 2030 sarà necessario realizzare oltre 12 GW all’anno.

Un obiettivo che il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, già l’anno scorso aveva giudicato fattibile.

Secondo le due associazioni, la transizione energetica creerà in Italia al 2030 360 miliardi di benefici economici e 540.000 nuovi posti di lavoro.

Le rinnovabili avevano avuto un boom in Italia nel primo decennio di questo secolo, complici generosi incentivi statali.

Quando questi erano finiti, nel 2012, anche l’installazione di pannelli e pale eoliche si era arenata.

Erano gli anni del gas russo a buon mercato, e i governi si erano dimenticati delle rinnovabili.

Installare una pala eolica era diventato un incubo burocratico che durava dai cinque ai sette anni, fra Soprintendenze e proteste “nimby” di Comuni e comitati, che bloccavano i progetti per presunti scempi ambientali.

Nel 2020 erano stati installati appena 0,8 gigawatt di nuova potenza.

Poi, fra il 2021 e il 2022 sono arrivate crisi energetica e guerra in Ucraina.

Col gas a 340 euro al megawattora, il governo Draghi e poi quello Meloni hanno cominciato a semplificare le procedure e a sbloccare i progetti di rinnovabili.

Nel 2021 si è arrivati a 1,3 gigawatt di nuova potenza, nel 2022 a 3 gigawatt.

Ora, un contributo importante potrebbe venire dall’eolico offshore: a Terna sono già stati presentati progetti di pale eoliche in mare per 100 gigawatt, e il Politecnico di Torino calcola che l’Italia abbia un potenziale in questo campo di 207,3 gigawatt.

Per il Global Wind Energy Council, l’Italia è il terzo mercato nel mondo per potenziale di sviluppo dell’eolico galleggiante, e l’Europa è l’area geografica leader per queste tecnologie.

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