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Calo demografico, Cisl Umbria: patto per lavoro e servizi

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Il calo demografico al centro delle priorità per il 2026

Parte dal calo demografico l’analisi con cui Cisl Umbria ha tracciato le priorità per affrontare il 2026, chiedendo partecipazione, confronto e “un patto per l’Umbria che metta al centro la persona, il lavoro ed argini le diseguaglianze”. Il sindacato ha fatto il punto in una conferenza nella sede di Perugia, in via Campo di Marte, affrontando un quadro segnato da spopolamento, denatalità, invecchiamento e crescenti diseguaglianze territoriali.

Le trasformazioni e il nodo demografico

Secondo il segretario generale Angelo Manzotti, “serve gestire le situazioni partendo dalle grandi trasformazioni: quella digitale, ambientale, energetica, digitale e demografica”. Proprio la dimensione demografica sostiene l’impianto dell’analisi della Cisl Umbria, che richiama i dati di spopolamento e denatalità e segnala l’impatto dell’invecchiamento. In questo contesto, preoccupa la condizione degli umbri che vivono nelle aree interne, dove “non ci sono più i servizi essenziali”, un fattore che accentua la perdita di residenti e riduce l’attrattività dei territori.

Giovani, lavoro e aree interne

Tra gli aspetti più critici emerge l’uscita dei giovani “per motivi di lavoro”. Per Manzotti, “bisogna passare ad atti concreti, oggi abbiamo le condizioni per rilanciare l’economia regionale”, indicando la necessità di aprire un confronto strutturato con le istituzioni. Il calo demografico, in questa prospettiva, non è solo una dinamica sociale ma un freno diretto allo sviluppo, perché sottrae forza lavoro, impoverisce i territori e indebolisce i servizi.

Sanità, addizionali e risposte territoriali

Tra i tavoli che la Cisl punta ad avviare subito c’è quello sui proventi delle addizionali. “Le addizionali aumentano e incidono sul reddito di circa il 40 per cento degli umbri” e, secondo il sindacato, i proventi “devono essere destinati totalmente al settore della sanità, in particolare per assunzioni e attuare la risposta territoriale”. Un passaggio ritenuto decisivo per contrastare gli effetti del calo demografico, soprattutto nelle aree più fragili.

Settori strategici e sicurezza sul lavoro

Insieme a Manzotti, i segretari regionali Giuliano Bicchieraro, Simona Garofano, Riccardo Marcelli e Gianluca Giorgi hanno delineato un quadro che individua settori strategici da rilanciare, come il trasporto pubblico locale, e altri fronti di confronto con le istituzioni, dalle crisi aziendali a commercio, turismo e ambiente. Forte l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro: “Il 2025 si è chiuso con 17 morti sul lavoro, è inaccettabile”. Per Bicchieraro serve “rafforzare prevenzione e repressione, coinvolgendo i lavoratori delle imprese e delle istituzioni” e favorire “formazione continua e obbligatoria”. Manzotti ribadisce che “sulla sicurezza nel lavoro non facciamo sconti” e richiama la necessità di “trasferire la cultura della sicurezza ai futuri lavoratori di domani, gli studenti di oggi”.

Post Pnrr e fase operativa

Guardando all’Umbria del post Pnrr, la Cisl indica due direttrici per il lavoro: “la programmazione comunitaria e la Zes con le sue opportunità”. Il messaggio conclusivo è netto: “basta con i proclami e le analisi, serve passare alla fase operativa affrontando le criticità che abbiamo accumulato negli ultimi anni”. In questa cornice, il calo demografico resta il filo rosso che impone scelte rapide e coordinate per rilanciare economia, servizi e coesione sociale.

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