Crescono i contributi versati, la spesa per le pensioni e quella per le famiglie con l’introduzione dell’Assegno unico e universale per i figli a carico.
Si riduce la spesa per l’inclusione sociale grazie alla diminuzione delle domande di reddito di cittadinanza e di emergenza.
È la fotografia scattata dal Rendiconto generale dell’Inps approvato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Istituto in una seduta alla quale ha partecipato la neo Commissaria, Micaela Gelera.
Dal Rendiconto emerge anche il ritorno in area positiva del Risultato di esercizio che si attesta a 7,14 miliardi dopo aver registrato segni meno negli anni della pandemia portando la situazione patrimoniale netta a un attivo di 23, 22 miliardi.
Crescono le entrate complessive dell’istituto (accertamenti, gestione finanziaria di competenza) arrivando a 528 miliardi (+8,68%), mentre le uscite (impegni) aumentano in misura minore (+4,28%) arrivando a 504.843 milioni.
Il saldo di competenza – spiega il Civ – è di circa 24 miliardi.
La vivacità del mercato del lavoro è leggibile nell’aumento del gettito contributivo (+8,1%) che ha raggiunto quota 256 miliardi di euro mentre la spesa per le pensioni cresce del 3,83%, percentuale che ingloba il recupero dell’inflazione, arrivando a 283 miliardi.
Sono in crescita anche i trasferimenti dalla fiscalità generale (+8.9%), per un totale di 157 miliardi (quasi 13 in più), soprattutto – spiega l’Inps – in conseguenza dell’introduzione dell’Assegno Unico per i figli, delle indennità una tantum (bonus 200 e bonus 150) e degli sgravi contributivi.
Restano alti, e in crescita, i crediti contributivi dell’Istituto, pari a 123 miliardi, in parte rilevante da considerare inesigibili, stante la percentuale media di svalutazione dell’81,18%.
Cresce di 1.6 miliardi anche la spesa per il sostegno al reddito – trattamenti di disoccupazione, integrazioni salariali e indennità di malattia – raggiungendo il valore di 26 miliardi, spesa sensibilmente inferiore rispetto ai picchi toccati nella pandemia (-7,5 miliardi di euro sul 2020).
Di segno negativo è invece – spiega il Civ – la variazione della spesa per l’inclusione sociale, che passa dai 36.1 miliardi del 2021 ai 33.8 miliardi dell’anno successivo (-6,52%), a causa della contrazione dei redditi di cittadinanza e di emergenza.
L’incremento percentualmente maggiore lo fa registrare, infine, la spesa per il sostegno alla famiglia, con un balzo del 79,6% (da circa 11 miliardi del 2021 agli oltre 21 miliardi del 2022).
“Il Rendiconto del 2022 conferma una sostanziale stabilità del bilancio Inps e alcune tendenze di fondo si evidenziano dai dati relativi agli ultimi anni” sottolinea Roberto Ghiselli, Presidente del Civ.
“In particolare, continua a crescere l’incidenza della spesa per le prestazioni sociali, soprattutto quelle a favore delle famiglie.
Contestualmente le entrate dell’Istituto vedono una sempre maggiore rilevanza dei trasferimenti dalla fiscalità generale.
Tendenze che, se correlate alle trasformazioni demografiche, economiche, sociali e del mercato del lavoro del nostro Paese dovrebbero indurre ad una riflessione sulla prospettiva del nostro sistema di welfare, con l’obiettivo di conciliare la salvaguardia della coesione sociale con la sostenibilità del sistema previdenziale pubblico, anche attraverso una qualificazione della spesa e un riequilibrio nelle forme di finanziamento del sistema”.
Per saperne di più:

L’Italia delle case vuote nei posti sbagliati | Lo studio

Il fiscal gap che soffoca le nuove generazioni a danno di quelle attuali | L’analisi di Laurence Kot...

Quando le disuguaglianze aumentano e le opportunità di mobilità si riducono, fiducia e coesione risc...

Disagio socio-economico: nove indicatori per mappare le fragilità sociali nei quartieri di 25 | Il r...

La regia occulta dietro le rivolte di Milano e Torino | L’analisi di Maurizio Molinari






