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Bruxelles, la leader e le macerie | L’analisi di Paolo Valentino

Nella Berlino dell’“Ora Zero”, esattamente ottant’anni fa, una figura emerse entrando per sempre nella memoria e nel mito: la Trümmerfrau, la donna delle macerie, fu eretta a simbolo delle migliaia di tedesche che aiutarono a rimuovere le rovine della capitale della Germania, rasa al suolo dagli alleati.

Così Paolo Valentino sul Corriere della Sera parlando della presidente Ursula von der Leyen: “Quando domani mattina, il Parlamento europeo boccerà, come sembra probabile, la mozione di sfiducia presentata dall’estrema destra contro Ursula von der Leyen – osserva l’editorialista – anche lei sarà metaforicamente una Trümmerfrau, ancora presidente della Commissione di Bruxelles, ma seduta in cima a un paesaggio di macerie: l’Europa di questa triste estate del primo quarto di XXI secolo.”

“Lunedì pomeriggio nell’aula di Strasburgo è andato in scena il trompe l’œil di una maggioranza pro-europea, che sopravvive solo sulla carta e non è più d’accordo su nulla, o quasi. Sotto la pressione di Manfred Weber e di un Ppe dominante, von der Leyen ha fatto del trasformismo la sua cifra.”

Nella discussione in aula, è emersa anche la divisione interna alla destra, dove Fratelli d’Italia, sempre più a disagio nel gruppo Ecr, ha annunciato il suo voto contrario, in dissonanza con rumeni e polacchi che hanno proposto la sfiducia.

“Ma in fondo le vere macerie sono altrove e le prove più dure devono ancora venire. Sui dazi, in primo luogo, dove il dilemma tra un brutto accordo e un mancato accordo ancora peggiore non è stato finora risolto. Ancora, Schengen sta morendo sotto gli occhi di tutti. L’Europa senza frontiere, che insieme alla moneta unica appartiene ai pochi sogni realizzati del progetto comune, crolla nel generale disinteresse e nel silenzio della Commissione.”

“Altre macerie, von der Leyen le provoca da sola. C’è una scadenza fondamentale nella sua agenda, quella del 16 luglio quando dovrà presentare il bilancio pluriennale per il settennato 2028-2034. Ma il documento in preparazione – conclude Valentino – è molto controverso: due terzi dell’Europarlamento, 14 governi e perfino alcuni commissari europei, fra il quali il vicepresidente italiano Raffaele Fitto, contestano la proposta della presidente, che significherebbe la riduzione e la rinazionalizzazione di fatto della spesa per la coesione e non solo, in nome delle nuove priorità come la difesa e la competitività.”

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